Eventi estremi, danni per 6 miliardi all'agricoltura. E aumentano i risarcimenti

(Ettore Prandini, presidente Coldiretti)
La Coldiretti segnala una forte riduzione delle colture soprattutto nelle zone colpite da alluvione. Prandini: "Occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”. Condifesa Emilia-Romagna: "Assicurare le produzioni per tutelare il reddito d'impresa, serve trovare un nuovo equilibrio sostenibile nella gestione del rischi"
La Coldiretti segnala una forte riduzione delle colture soprattutto nelle zone colpite da alluvione. Prandini: "Occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.
Condifesa Emilia-Romagna: "Assicurare le produzioni per tutelare il reddito d'impresa, serve trovare un nuovo equilibrio sostenibile nella gestione del rischi".
Il moltiplicarsi di eventi estremi lungo la Penisola hanno provocato nel corso del 2023 oltre 6 miliardi di danni all’agricoltura nazionale tra coltivazioni e infrastrutture con grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore e tempeste di vento.
E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le rilevazioni dell'Osservatorio Città Clima di Legambiente che hanno evidenziato il verificarsi di ben 378 eventi estremi nel 2023, in aumento del 22% rispetto al 2022.
L’anno che sta per finire – sottolinea la Coldiretti – è stato segnato in Italia prima da una grave siccità che ha compromesso le coltivazioni in campo e poi per alcuni mesi dal moltiplicarsi di eventi meteo estremi, precipitazioni abbondanti che si sono alternati al caldo torrido al quale ha fatto seguito un autunno mite ma con violenti nubifragi che hanno devastato città e campagne, per finire con un inizio inverno bollente che ha mandato in tilt la natura.
Colture sempre più in crisi
Il risultato – precisa la Coldiretti – è il crollo dei raccolti nazionali che mette a rischio gli alimenti base della dieta mediterranea con riduzioni che vanno dal 20 percento per il vino al 30 per le pesche e nettarine e del 63 per le pere ma ad essere praticamente dimezzato è anche il raccolto di miele con le api che sono vere e proprie sentinelle dello stato di salute dell’ambiente.
Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti come dimostrano le alluvioni in Romagna e in Toscana, con frane e allagamenti.
“A causa della cementificazione e dell’abbandono l’Italia ha perso quasi 1/3 (30 percento) dei terreni agricoli nell’ultimo mezzo secolo con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari ed effetti sulla tenuta idrogeologica del territorio e sul deficit produttivo del Paese” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.
L’agricoltura italiana – sostiene Prandini – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli.
Un obiettivo che – continua Prandini – richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti fino alla nuova genetica green no ogm.
Servono – conclude Prandini – investimenti per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque con un sistema diffuso di piccoli invasi che possano raccogliere l’acqua in eccesso per poi distribuirla nel momento del bisogno.
(Paolo Di Paolo, direttore di Condifesa Romagna)
Lavorare sulla prevenzione del rischio
A rendere ancora più complessa la situazione c'è l'aumento a livello nazionale, segnalato da Condifesa, il Consorzio difesa delle colture intensive, dell'aumento dei risarcimenti alle aziende colpite da calamità.
La sola Condifesa Romagna – che associa oltre mille imprese agricole, affiancandole nella prevenzione e nella gestione dei rischi – nel 2023 ha risarcito danni per 3,9 milioni di euro: quasi sei volte l'ammontare dell'anno precedente.
Questi danni sono conseguenza delle gelate tardive riscontrate tra fine marzo ed inizio aprile, dell'alluvione di maggio e delle fortissime raffiche di vento e delle grandinate susseguitesi nei mesi estivi – puntualizza Andrea Ferrini, presidente di Condifesa Romagna – Nel 2023 l'agricoltura non si è purtroppo fatta mancare niente e non dimentichiamoci che anche la siccità ha dato problemi. In questo contesto è evidente l'importanza di assicurare le proprie produzioni agricole per tutelare il reddito d'impresa.
La contribuzione pubblica è fondamentale per garantire l'accesso alle polizze al maggior numero di agricoltori possibile: apprezziamo l'impegno del Ministro Lollobrigida che, dopo il confronto con i Condifesa e le Organizzazioni professionali, si è speso in prima persona per chiudere le campagne 2022 e 2023 con un contributo quasi uguale a quello delle campagne precedenti.
Discorso diverso per il 2024, dove il contributo non sarà più quello che abbiamo conosciuto sino ad oggi e per questo serve trovare un nuovo equilibrio sostenibile nella gestione del rischio.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte: assicurarsi contro i rischi climatici è una pratica fondamentale, i risarcimenti dei anni sono un sostegno fondamentale per la sopravvivenza delle nostre attività, ma questo non è più sufficiente per il settore primario: dobbiamo puntare a un'integrazione sempre più sinergica tra strumenti assicurativi e mutualistici e strategia di difesa attiva”.
Un equilibrio che deve fare i conti con la realtà. “Condifesa Romagna, per la campagna 2023, a livello territoriale registra un rapporto tra sinistri liquidati dalle compagnie e premi pagati del 140%. Lo scorso anno questo rapporto era del 47% e quindi nel 2023 è più che triplicato”, evidenzia Paolo Di Paolo, direttore di Condifesa Romagna.
L'anno nuovo porta quindi cambiamenti, sia per i produttori che per le compagnie assicurative.
“E' evidente la necessità di un approccio moderno di risk management per l'agricoltura perché continuando di questo passo ci troviamo nel solco della non sostenibilità per tutto il sistema – chiosa Alberto Mazzoni, vicepresidente di Condifesa Romagna – Siamo preoccupati per l'immobilismo delle compagnie, non vorremmo trovarci alle porte della nuova campagna assicurativa con strumenti non adeguati alle reali necessità degli agricoltori: è urgente trovare una sostenibilità di tutto il sistema della gestione del rischio”.
Redazione Cuoreeconomico
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