Export italiano avanti piano, chimica, meccanica e agroalimentare fanno da traino

Istat stima per gennaio una crescita congiunturale modesta per le esportazioni (+0,2%), ma in questo dato è preponderante il dato di alcuni settori, fra i quali quello del Made in Italy agroalimentare, nonostante i rincari, le poche infrastrutture e la pirateria
Il 2023 inizia con un nuovo record storico per le esportazioni alimentari che fanno segnare a gennaio un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati relativi al commercio estero dell’Istat a gennaio 2023. Un dato che però va in controtendenza col dato generale che invece vede per il primo mese dell'anno un aumento modesto: A gennaio si stima infatti una crescita congiunturale modesta per le esportazioni (+0,2%) e una flessione per le importazioni (-3,2%).
L’aumento su base mensile dell’export è dovuto all’incremento moderato delle vendite verso l’area extra Ue (+0,8%), mentre le esportazioni verso l’area Ue sono in lieve diminuzione (-0,4%).
A gennaio 2023, l’export cresce su base annua del 15,3% in termini monetari e del 2,4% in volume. La crescita dell’export in valore è più sostenuta verso i mercati extra Ue (+20,5%) rispetto all’area Ue (+11,3%).
L’import registra un incremento tendenziale dell’8,4% in valore – sintesi di un aumento del 17,2% per l’area Ue e di una contenuta flessione per quella extra Ue (-0,7%) – ed è pressochè stazionario in volume (+0,3%).
Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano: articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+53,9%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+19,8%) oltre appunto al settore agroalimentare (17,8).
A gennaio il saldo commerciale è negativo e pari a -4.194 milioni di euro (-6.520 milioni a gennaio 2022).
Il deficit energetico (-7.760 milioni) è di poco superiore rispetto a un anno prima (-7.615 milioni), mentre l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici aumenta da 1.095 milioni di gennaio 2022 a 3.566 milioni di gennaio.
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La situazione sul fronte agroalimentare
La Germania resta il principale mercato di sbocco dell’alimentare in aumento a gennaio del 22%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 19% mentre a Francia si piazza al terzo posto ma mette a segno un tasso di crescita del +30%.
"Risultati positivi – precisa la Coldiretti – anche nel Regno Unito con un +16% che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue.
Grande balzo nella Turchia di Erdogan (+70%) mentre è dato negativo in Cina con un calo del 12% e in Russia con un –13% fra sanzioni, embargo e guerra.
Nonostante le difficoltà determinate dalla guerra e dall’aumento dei costi di produzione continua dunque il trend positivo dell’agroalimentare dopo che già nel 2022 aveva raggiunto i 60,7 miliardi di euro di export su base annuale, il massimo di sempre, trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca che salgono sul podio dei prodotti italiani più venduti all’estero".
Agropirateria fenomeno da contrastare
"L’andamento sui mercati internazionali potrebbe però ulteriormente migliorare – sottolinea la Coldiretti – con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale il cui valore è salito a 120 miliardi, anche sulla spinta della guerra che frena gli scambi commerciali con sanzioni ed embarghi, favorisce il protezionismo e moltiplica la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale.
A pesare sul Made in Italy a tavola nel mondo ci sono anche il probabile arrivo delle prime richieste di autorizzazione alla messa in commercio di carne, pesce e latte sintetici alla minaccia delle etichette allarmistiche sul vino fino al semaforo ingannevole del Nutriscore che boccia le eccellenze tricolori".
Investire sulle infrastrutture
“Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy alle esportazioni e alla crescita del Paese potrebbe essere nettamente superiore con un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale” afferma, il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “serve cogliere l’opportunità del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale ed agire sui ritardi strutturali dell’Italia sbloccando tutte le infrastrutture per migliorare i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo".
Redazione Cuoreeconomico
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