sab 14 mar 2026

Seguici su:

26/05/2025

EXPORT. L’Umbria alla conquista dei mercati esteri

Le esportazioni umbre crescono oltre la media nazionale, ma restano sotto l’1% del totale italiano. Il vero potenziale sono le 142 imprese pronte al debutto internazionale.

L’Umbria si affaccia al mondo con passo deciso. Lo fa in silenzio, ma con determinazione, dimostrando che anche una piccola regione può giocare un ruolo chiave nel sistema export italiano. Nel 2024, le esportazioni umbre hanno raggiunto i 4 miliardi di euro, pari allo 0,9% del totale nazionale. Un dato modesto a prima vista, ma che cela un fermento industriale sorprendente.

Le province di Perugia e Terni trainano la crescita, superando il +1,5% nazionale: rispettivamente +5,7% e +4,3%. Terni, in particolare, mostra segnali di vitalità non solo nell’export, ma anche nell’occupazione, cresciuta del 7,7% in un anno. “Segnali di fiducia”, li definisce Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria. Ma anche “una responsabilità”.

A fare la differenza sono settori tradizionali e innovativi insieme: acciaio, meccanica, agroalimentare, tessile e arredo, accanto a comparti emergenti come componentistica elettronica, chimica verde e servizi digitali. E mentre le grandi aziende mantengono il presidio nei mercati consolidati, sono le micro e piccole imprese a guidare la nuova frontiera dell’internazionalizzazione.

Sono 142 le aziende umbre identificate da Unioncamere come “aspiranti esportatrici”: realtà che possiedono le carte in regola per entrare nei mercati globali, ma che ancora non hanno fatto il salto. In gran parte artigiane, radicate nei distretti locali, rappresentano il 1,8% del potenziale export nazionale.

Tuttavia, la crescita dell’export umbro non è priva di ombre. Il rischio di dipendenza dagli Stati Uniti è concreto: due aziende emergenti su tre vendono solo oltre Atlantico. Con le incertezze politiche e il ritorno dei dazi in stile Trump, puntare tutto sugli Usa può rivelarsi una trappola.

Ecco perché diventa strategico diversificare, aprendo nuove rotte verso Europa, Asia, Africa e Sud America. L’internazionalizzazione, se ben accompagnata, può diventare la leva per rafforzare la competitività, innovare i modelli produttivi e superare i limiti strutturali.

Il sistema camerale, le istituzioni e le realtà formative locali sono chiamati ora a un compito decisivo: creare un ecosistema favorevole all’export. Mencaroni insiste su infrastrutture, digitalizzazione, logistica efficiente, accesso ai mercati e valorizzazione del brand Umbria. Gli strumenti ci sono – dai voucher per fiere estere ai servizi di consulenza – ma serve un cambio di passo, sistemico e condiviso.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com