EXPORT. Marche: crollo del farmaceutico e cantieristica, segnali positivi per altri settori

Il 2024 si chiude con un segno negativo per l’export delle Marche, che registra un calo del 29,7% rispetto all’anno precedente. Un dato che, se osservato nel dettaglio, evidenzia un quadro più complesso e meno drammatico di quanto possa sembrare a prima vista. L'analisi di Confindustria regionale
Il crollo è infatti quasi interamente attribuibile al settore farmaceutico, che passa da 6,7 miliardi di euro di esportazioni nel 2023 a soli 1,9 miliardi nel 2024, trascinando al ribasso il dato complessivo. A questo si aggiunge il calo della cantieristica navale, che perde circa 800 milioni di fatturato nello stesso periodo.
Se si escludono i settori farmaceutico e navale, soggetti a oscillazioni anche ampie per la natura stessa del mercato, le Marche mostrano una contrazione più contenuta, pari al 5% su base annua. Alcuni comparti, inoltre, hanno registrato risultati incoraggianti: alimentare (+4,2%), gomma e plastica (+1,1%), apparecchi elettrici (+5,3%) e carta e stampa hanno chiuso il 2024 in crescita.
A livello territoriale, il calo dell’export ha colpito in modo diverso le province marchigiane. Ancona ha registrato una contrazione del 20%, soprattutto a causa del calo nella meccanica strumentale e nei mezzi di trasporto. Pesaro Urbino, invece, ha chiuso l’anno con un leggero segno positivo (+0,4%), grazie alla ripresa della cantieristica navale e del settore automotive, nonostante la flessione della moda e della meccanica. Macerata ha visto un calo del 2,4%, legato soprattutto al comparto moda, mentre la meccanica è rimasta stabile. Fermo ha subito una riduzione del 4,7%, ancora una volta per la frenata della moda e della meccanica, mentre Ascoli Piceno ha chiuso a -3,5%, con una debolezza nel settore moda e una tenuta degli apparecchi elettrici e dei mezzi di trasporto.
Sul fronte delle destinazioni, la frenata è stata più intensa in Asia, a causa del crollo dell’export farmaceutico, mentre Europa e Nord America hanno registrato cali legati alla meccanica strumentale e ai mezzi di trasporto.
“Per l’export è stato un anno in flessione, ma il dato numerico va interpretato con attenzione – spiega Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche –. Dopo anni di crescita esponenziale nel farmaceutico, il 2024 ha visto una correzione dovuta a diversi fattori, tra cui l’instabilità di alcuni mercati di destinazione e restrizioni commerciali. La cantieristica, invece, è influenzata da tempistiche di progetto e non da un calo strutturale della domanda”.
Guardando avanti, il focus sarà su quei settori che, pur tra le difficoltà, hanno mostrato segnali di tenuta e crescita. “Oltre alla moda e al tessile, che stanno attraversando una fase complessa, occorre mantenere alta l’attenzione su comparti strategici come la meccanica, gli apparecchi elettrici e il settore alimentare, che hanno il potenziale per trainare l’export marchigiano nel prossimo futuro” conclude Cardinali.
Claudia Boccucci
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