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17/02/2025

EXPORT. Numeri da record per il cibo Made in Italy: crescita dell’8% nel 2024

Nonostante la leggera flessione generale del commercio estero italiano (-0,4%), l’export agroalimentare tricolore registra una crescita in controtendenza, segnando un aumento dell’8% rispetto al 2023 e raggiungendo il record storico di 69,1 miliardi di euro. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero nel periodo gennaio-dicembre 2024

La bilancia commerciale dell’agroalimentare si conferma in attivo con un surplus di oltre un miliardo di euro, trainata da eccellenze simbolo del Made in Italy: il vino si conferma il prodotto più esportato, seguito da ortofrutta trasformata, formaggi, pasta, cereali, frutta e verdura fresche, salumi e olio d’oliva. Un primato che, secondo Coldiretti, rischia di essere compromesso dalle nuove proposte dell’Unione Europea sulle etichette allarmistiche per il vino, considerate una minaccia per il settore.

Germania e USA al Top, ma attenzione ai falsi Made in Italy

La Germania si conferma il primo mercato di riferimento per i prodotti italiani con un valore di 10,6 miliardi di euro (+6%), mentre gli Stati Uniti si distinguono come il principale sbocco extra-UE con 7,8 miliardi, in crescita del 17%. Seguono Francia, Gran Bretagna e Spagna, testimoniando un’attrattiva crescente per i prodotti enogastronomici italiani.

Dietro questo successo c’è il lavoro di un’intera filiera che coinvolge 4 milioni di lavoratori, 740mila aziende agricole e 70mila industrie alimentari. Un comparto strategico per l’economia nazionale, con l’ambizioso obiettivo di raggiungere i 100 miliardi di export entro il 2030. Tuttavia, secondo il Centro Studi Divulga, i ritardi infrastrutturali del Paese costano al settore circa 9 miliardi di mancate esportazioni all’anno.

Un altro fronte su cui intervenire è la lotta alla contraffazione: il mercato del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo vale oggi 120 miliardi di euro, minacciando la reputazione e il valore dei prodotti autentici. Per contrastare il fenomeno, Coldiretti sollecita un’applicazione più rigida del principio di reciprocità negli accordi commerciali dell’Unione Europea.

L’export agroalimentare italiano cresce e batte nuovi record, ma per consolidare questo successo servono investimenti nelle infrastrutture e un’azione più incisiva contro la concorrenza sleale. 

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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