EXPORT USA. Previsto un calo tra il 10 e il 20% per l'export marchigiano verso gli Usa. Cna Marche: "Tornare alla conquista di nuovi mercati"

(Paolo Silenzi, presidente Cna Marche; Moreno Bordoni, Segretario Generale Cna Marche)
L'attesa per i temuti dazi di Trump sui prodotti europei, aumenta la preoccupazione dell'export marchigiano. Se la mannaia del presidente americano dovesse ricadere su meccanica, farmaceutico e moda, "sarebbe una catastrofe", sostiene Cna Marche
La moda nel fermano e nel maceratese, i prodotti chimici e farmaceutici nella provincia di Ascoli, la meccanica tra Pesaro e Ancona. Tutti si chiedono su quali settori ricadrà il minaccioso dito di Trump e in un clima in cui la tensione è alle stelle, si ipotizzano i primi pronostici.
"Se i dazi dovessero colpire le calzature, il tessile e l’abbigliamento - sostiene Cna Marche - per le imprese del distretto fermano maceratese della moda, già alla prese con una pesante crisi e con le maestranze in cassa integrazione, sarebbe una catastrofe". Anche se la principale voce di esportazione dalle Marche verso gli Stati Uniti d’America è rappresentata nei primi nove mesi del 2024, dagli articoli farmaceutici (220,2 mln di euro), nello stesso periodo sono stati esportati 102 milioni di euro tra scarpe e vestiti.
Al secondo posto dopo i prodotti farmaceutici e prima del comparto tessile, a tremare è la meccanica con 178,8 mln di euro. Seguita dalle esportazioni di prodotti in metallo (109,1 mln di euro) e al quinto posto i mobili e altri prodotti manifatturieri (97,7 mln di euro).
L'augurio è che prevalga il buon senso e che "si trovi un accordo tra Unione Europea e Stati Uniti. Gli Usa sono il terzo Paese di destinazione del nostro export per complessivi 935 milioni di euro tra gennaio e settembre dello scorso anno. Una prima stima del nostro Centro Studi prevede un calo dell’export marchigiano verso gli Usa tra il 10 e il 20 per cento, se si ipotizzano dazi generalizzati del 10 per cento su tutte le merci”.
Per ora il consiglio di Cna Marche alle imprese esportatrici è tornare a fare le valigie per conquistare nuovi mercati nei Paesi emergenti e in crescita come l’India, i Paesi Arabi e l’Europa dell’Est. Un salto nel vuoto che suggerisce di fare sistema con la Camera di Commercio, l’ICE e il mondo del credito per presentarsi uniti alle Fiere internazionali.
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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