EXPORT. Vino italiano sotto attacco: i dazi Usa minacciano un miliardo di euro di export

Coldiretti lancia l’allarme: il blocco delle spedizioni verso gli Stati Uniti costa 6 milioni di euro al giorno. Il settore vitivinicolo rischia un colpo durissimo.
Alle porte del Vinitaly, l’appuntamento più importante per il mondo del vino italiano, si abbatte una tempesta che potrebbe costare cara: fino a 6 milioni di euro al giorno. È l’allarme lanciato dalla Consulta Vitivinicola di Coldiretti, che denuncia il blocco delle spedizioni verso gli Stati Uniti a causa dei timori per i possibili dazi imposti dall’ex presidente Trump. Il rischio? Fino al 200% di tariffe aggiuntive sulle bottiglie europee, con effetti devastanti sull’intero comparto.
Le stime parlano chiaro: nel caso peggiore, le esportazioni di vino verso gli USA – oggi uno dei mercati più redditizi per le cantine italiane – potrebbero crollare fino al 70-80%. In numeri assoluti, significa una perdita secca di almeno un miliardo di euro per l’Italia, e un colpo durissimo a una filiera che impiega centinaia di migliaia di persone.
Negli ultimi dieci anni il valore dell’export vinicolo italiano verso gli Stati Uniti è triplicato, posizionando le etichette tricolori tra le più apprezzate sugli scaffali americani. Ma questo posizionamento strategico, faticosamente costruito, potrebbe essere spazzato via in poche settimane. “Il pericolo – spiegano Cristina Brizzolari e Bruno Rivarossa di Coldiretti Piemonte – è che il vino italiano venga sostituito da prodotti di Paesi non coinvolti nella disputa commerciale, e che le nostre cantine non riescano più a rientrare nel mercato una volta perso.”
Il problema non riguarda solo i produttori. Se le tariffe entrassero in vigore mentre le merci sono ancora in viaggio – e il 96% dell’export agroalimentare viaggia via nave – i carichi potrebbero arrivare a destinazione quando i dazi sono già attivi, con effetti disastrosi anche per distributori e consumatori finali. “Il rischio – avverte Monica Monticone, Coldiretti Piemonte – è che le aziende non riescano più a recuperare le commesse perse, perdendo credibilità e fiducia nei confronti dei partner commerciali americani.”
Di fronte a questa crisi annunciata, Coldiretti chiede un’azione decisa da parte delle istituzioni europee. “È nell’interesse di tutti – aggiungono Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – evitare che l’agricoltura diventi il bersaglio di una guerra commerciale che nulla ha a che vedere con il vino.” Il settore vitivinicolo, ricordano, è un asset strategico non solo per l’economia, ma anche per la coesione sociale e la tutela del territorio.
Claudia Boccucci
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