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14/09/2023

Extraprofitti banche, Abi: "Tassa penalizzerà finanziamenti ad imprese e famiglie"

(Giovanni Sabatini, direttore generale Abi)

In audizione al Senato, il dg dell'associazione dei bancari Sabatini esprime tutto il dissenso per l'istituzione del prelievo: "L'extra-profitto si riferisce a una situazione specifica, quella in cui un'impresa godendo di una posizione di monopolio od oligopolio, mentre c'è concorrenza. Escludere da tassa effetti reddituali su titoli sovrani"

La si attendeva ed è arrivata, anche se non con una nota ufficiale bensì in audizione al Senato. La presa di posizione di Abi sulla questione extraprofitti a caldo era stata quella di sorpresa e attesa, adesso l'associazione dei bancari scopre le carte.

Giovanni Sabatini, dg di Abi sottolinea come già solo l'introduzione "ha provocato sui mercati un impatto solo parzialmente poi attenuato.

L'introduzione di tale imposta straordinaria ha prodotto un vulnus alla fiducia riposta sul mercato finanziario italiano.

Ingiustificate penalizzazioni del settore bancario determinerebbero una minore capacità di accantonamenti prudenziali, di finanziamento alle imprese e alle famiglie e limiterebbero l'interesse degli investitori verso il settore bancario italiano che, da ultimo, si rifletterebbe sull'intero mondo economico italiano".

La tassa dunque, provocherà effetti sugli investimenti, sottolinea Sabatini: "Le banche sono già oggetto di una tassazione elevata" e "in Italia, a differenza che in altri paesi europei, non sono stati applicati tassi negativi sui depositi in conto corrente, anche in presenza di rendimenti sui Bot negativi e anche in presenza di tassi negativi applicati sui depo Le banche sono già oggetto di una tassazione elevata" e "in Italia, a differenza che in altri paesi europei, non sono stati applicati tassi negativi sui depositi in conto corrente, anche in presenza di rendimenti sui Bot negativi e anche in presenza di tassi negativi applicati sui depositi presso la Bce".

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Banche già ultratassate, azione retroattiva

Sabatini ha ricordato come sulle banche si applica "dal 2011 un'aliquota Irap maggiorata al 4,65 percento in luogo di quella ordinaria fissata al 3,90 pecento e dal 2017 un'addizionale Ires pari al 3,5".

"E' bene ricordare che l'attuale recupero della redditività delle banche europee sta quindi riportando a una fase di normalizzazione, dopo anni di tassi negativi siti presso la Bce", sottolinea, spiegando come "la nuova norma" di tassazione straordinaria sulle banche "produce effetti retroattivi, in quanto si riferisce a periodi conclusi (2021 e 2022) o in corso (2023).

La retroattività incide sulla certezza del diritto, in contrasto con i principi e i criteri di certezza, irretroattività, programmabilità cui si ispira la delega fiscale pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 14 agosto".

Sabatini solleva anche dubbi di compatibilità con i precetti costituzionali,  citando il precedente episodio della cd. Robin Tax dove "la Corte costituzionale ha stabilito, come irragionevole e pertanto incostituzionale, l'addizionale Ires sul settore energetico".

"Possibili profili di incompatibilità con la disciplina comunitaria sono relativi all'articolo 42 della Costituzione, per lesione del diritto di proprietà, stante il carattere espropriativo della misura sulla ricchezza dell'impresa".

"Detto profilo è relativo alla necessità che il prelievo straordinario abbia a confronto l'esercizio di normale attività del contribuente rispetto al margine straordinario generato dalle contingenze.

Il raffronto con periodi di imposta dove il tasso di interesse si attestava attorno allo zero non costituisce un adeguato parametro".

Infine "si riscontra anche una possibile violazione del principio di libera concorrenza riconosciuto dal Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea nella prospettiva di una discriminazione".

"Gli operatori nazionali del settore bancario sarebbero penalizzati rispetto ad enti bancari residenti in altri Stati membri" conclude Sabatini.

Nessun extraprofitto, solo concorrenza

L'Abi respinge il concetto di "extraprofitti" degli utili nel settore bancario, base dell'imposta straordinaria sul settore. Sabatini sottolinea: "L'extra-profitto si riferisce a una situazione specifica, quella in cui un'impresa godendo di una posizione di monopolio od oligopolio può fissare il prezzo dei suoi prodotti ricavando un profitto superiore a quello determinabile in un mercato concorrenziale.

Questa situazione è assente nelle banche", "in forte concorrenza nell'intera area dell'euro e per quella di fintech e big tech.

L'Abi chiede inoltre di "escludere dal computo dell'imposta" straordinaria sulle banche "gli effetti reddituali (margine di interesse) e patrimoniali (attivo su cui calcolare il Cap massimo di imposta) dei titoli sovrani".

L'aumento del margine di interesse su cui è calcolata la tassa infatti, spiega, "non si compone solo del differenziale tra tassi attivi e passivi ma anche di rendimenti da investimenti in titoli di Stato la cui remunerazione non è fissata dalle banche".

"Il sostegno delle banche al collocamento dei titoli del debito pubblico riveste un ruolo fondamentale" ha aggiunto.

Redazione Cuoreeconomico
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