Extraprofitti banche, plauso dei sindacati "Dimostrato che si può fare: ora cabina anti-inflazione"

(da Sx Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri)
I due sindacati intervengono sulla recente decisione del Governo con altrettante note. Cgil: "Banche non strumentalizzino questa scelta". Cisl: "Ora impegnare risorse per lavoratori e pensionati". Uil: "Confronto e misure strutturali"
"Aspettiamo di leggere il testo del decreto Omnibus che contiene tanti e variegati provvedimenti, prima di esprimere un giudizio esaustivo.
E’ giusto aver deciso di tassare gli extra profitti delle banche, intervento sollecitato da tempo dalla Cisl che va allargato alle altre multinazionali (energia, digitale, logistica) per recuperare risorse da impegnare ad alzare salari, retribuzioni, pensioni ed a ridurre il peso delle tasse ai lavoratori, pensionati e sostenere le famiglie sui mutui per le prime case.
Positiva la misura che riguarda i prestiti per gli enti locali in dissesto finanziario e le misure di calmieramento dei costi dei biglietti aerei a contenimento di dinamiche tariffarie legate alla stagionalità, anche se l’intervento risulterà tardivo, atteso che i biglietti per la stagione estiva sono già stati acquistati”. E’ quanto sottolinea la Cisl in una nota.
Subito una cabina di regia anti-inflazione
“Sarebbe utile chiamare in causa le Authority di riferimento, quella alla concorrenza e mercato e l'autorità dei trasporti, per individuare in questi settori - fermo restando il vincolo dell’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro di settore (trasporto aereo, mobilità attività ferroviarie e mobilità trasporto pubblico locale, ecc.) - una sorta di "price cap" e cioè un tetto al prezzo.
Occorre attivare subito una Cabina di regia anti-inflazione che metta in relazione Governo, sindacati, imprese nel contrasto alla speculazione, nel controllo di prezzi e tariffe, nell'impegno reciproco di rinnovare e innovare tutti i contratti pubblici e privati. In tema di incendi e intercettazioni riteniamo giuste le scelte poste in essere dal Governo”.
La Cgil: ora tassare tutti extraprofitti
Positivo, ma ancora più netto, il commento della Cgil: “Allora si può fare: è possibile tassare gli extraprofitti, come la Cgil richiede, pressoché inascoltata, da tempo”.
“Adesso il Governo, dopo questo passo indietro rispetto al ridimensionamento dell’imposta sugli extraprofitti deciso nell’ultima legge di bilancio, non si fermi a un provvedimento estemporaneo, ma - prosegue la Cgil - estenda la decisione assunta sulle banche a tutte le imprese e i settori che stanno macinando risultati record, e riconsideri anche le recenti scelte fiscali tutte a vantaggio di imprese e profitti”.
Per la Confederazione: “Vanno chiamati tutti a contribuire in un momento in cui le fasce popolari del Paese sono in grande sofferenza a causa dell’inflazione, dell’aumento di mutui e affitti, dell’impennata del carrello della spesa e del costo dei carburanti”.
“Per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse recuperate, quindi, per noi non ci sono dubbi: sono da destinare al sostegno di lavoro, salari, sanità e servizi pubblici. Infine, le banche non utilizzino strumentalmente questa scelta del Governo per compromettere il confronto in corso per il rinnovo del contratto nazionale", conclude la Cgil.
Uil: Bene, ma attendiamo chiarezza su destinazione gettito
Così invece Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil; "I principi alla base della misura annunciata dal Governo in merito alla tassazione degli extraprofitti del settore bancario sono condivisibili.
Già a marzo, la Uil aveva richiesto un provvedimento del genere, ricordando che, nell’ultimo anno, i principali gruppi bancari italiani avevano fatto registrare un incremento dei profitti del 66 percento, pari a oltre 12 miliardi di euro.
Peraltro, ben due anni fa, la Uil, da sola, sfidando derisione o contumelie, aveva posto la questione di una tassa sugli extraprofitti.
Prendiamo atto positivamente che, ora, anche il Governo inizia a muoversi in questa direzione. Tuttavia, attendiamo di leggere i testi ufficiali per comprendere bene i meccanismi di calcolo, il possibile gettito e, soprattutto, la destinazione di tali risorse aggiuntive.
Su questo punto, chiediamo un confronto con il Governo e rivendichiamo un provvedimento con misure strutturali ed esteso a tutte le imprese, di qualunque settore, che, a causa della pandemia o della guerra, abbiano ottenuto enormi profitti.
Infine, proponiamo che, per ragioni di equità sociale e di efficienza economica, le risorse derivanti da questo gettito siano destinati all’aumento dei salari e delle pensioni che, invece, proprio nello stesso periodo, sono stati erosi da un’inflazione galoppante e, spesso, conseguenza di quelle stesse speculazioni.
Redazione Cuoreeconomico
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