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19/08/2023

Extraprofitti banche, Tajani: "Salvaguardare realtà del territorio"

Il ministro degli esteri interviene sulla questione calda: "Vanno escluse dal prelievo  le banche di credito cooperativo, le banche popolari. E bisogna rendere stabile il taglio del cuneo fiscale, detassando tutto quello che è possibile"

Intervenendo alla Versiliana, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, precisa la sua posizione in merito al prelievo sugli extraprofitti: "Noi riteniamo giusto chiedere alle banche un sostegno in vista anche del bilancio dello Stato però bisogna fare in modo che questo sostegno sia ben realizzato.

Noi pensiamo che si debbano escludere dalla tassa sugli extraprofitti le banche di territorio, le banche più piccole, le banche di credito cooperativo, le banche popolari".

"Diciamo questo - ha spiegato - perché gravare di altre tasse questi istituti rischierebbe di mettere in difficoltà anche i consumatori, i clienti e i soci delle banche del territorio". Nello specifico, ha sottolineato anche altri due aspetti: “Fare in modo che la tassa sugli extraprofitti delle banche possa essere deducibile e confermare che è una tantum”.

Quindi ha manifestato l’intenzione di presentare degli emendamenti in Parlamento.

Credo che si possa trovare un'intesa, perché riteniamo che una norma scritta bene possa aiutare famiglie, imprese, consumatori e piccoli azionisti e non mettere in difficoltà il sistema".

In particolare, l'obiettivo è di "non mettere in difficoltà il sistema bancario, soprattutto quella parte che non è sottoposta al controllo delle Bce". Con la notizia della tassa sugli extraprofitti delle banche "abbiamo perso 10 miliardi di euro in Borsa" italiana, "forse se lo facevano a Borse chiuse il venerdì sera, sarebbe stato meglio", ha chiuso.

Le tasse sul lavoro

Tajani si è espresso anche sul fronte del lavoro ribadendo la necessità di un taglio delle tasse: "Dovremmo stabilizzare il taglio del 7 percento del cuneo fiscale e progressivamente detassare le tredicesime, gli straordinari, i premi di produzione, il lavoro festivo e domenicale.

Il salario minimo invece è un boomerang. Ritengo che, visto che in Italia i salari sono bassi, si debba avere un salario minimo fissato attraverso i contratti collettivi.

Il contratto collettivo - ha osservato - non fissa soltanto il salario, ma fissa la retribuzione. Quindi si alza la retribuzione, diventano i salari più ricchi e i contratti pirata li si costringono ad adeguarsi al contratto collettivo nazionale".

Redazione Cuoreeconomico
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