Fabbretti (Federazione BCC ER): “Territorio resiliente, la cooperazione sarà chiave per una piena ripartenza”

(Maura Fabbretti, Federazione Bcc Emilia-Romagna)
Il presidente della Federazione degli istituti di credito cooperativo emiliano-romagnoli: “I nostri introiti restano nel territorio dove sono prodotti, per dare ossigeno alle realtà locali. Dopo l’alluvione il colpo è stato forte ma gli imprenditori si stanno già attivando, con l’aiuto delle banche di comunità”
Come arriva l’economia dell’emilia-romagna a questo inizio dell’anno? Che impatto state riscontrando da parte dell’alluvione sulle realtà industriali?
"L’impatto dell’alluvione, anche soltanto limitandosi all’analisi dei puri aspetti economici, è stato molto serio: si pensi solo al settore agricolo, che ha visto danneggiati quasi 80.000 ettari di produzioni ortofrutticole e 27.000 in ambito vitivinicolo, con oltre 21.000 aziende agricole e 2.800 aziende del comparto agroalimentare colpite.
Ma la stessa analisi si può estendere a tanti altri settori: manifattura, artigianato, turismo, costruzioni, commercio e trasporti sono stati tutti colpiti con grande violenza. Uno scenario che si è andato a sommare allo shock dei costi energetici, alla spinta inflazionistica e alle incertezze geopolitiche globali che hanno avuto e stanno avendo effetti importanti sull’economia regionale.
L’Emilia-Romagna, però, è una terra difficile da abbattere, resiliente e vitale. Non per nulla è, da decenni, la locomotiva del Paese. Non ci si stupisce quindi, nel vedere che, nonostante tutto, le stime per il PIL 2023 si attestano a un +0,7% con una disoccupazione sotto il 5%.
Si pensi al settore turistico, dove le BCC regionali detengono il 24% di quota di mercato: nonostante tutto quello che è accaduto, nel 2023 le nostre imprese del settore hanno accolto quasi 62 milioni di turisti, un dato addirittura superiore al periodo pre-pandemico, con oltre 14,5 milioni di arrivi. L’Emilia-Romagna non molla e le BCC regionali hanno fatto e continueranno a fare la loro parte".
In questa delicata fase dell’economia italiana, quale può essere il ruolo delle banche del territorio ed in generale della cooperazione?
"Le BCC sono banche di comunità che hanno nel proprio DNA lo sviluppo delle economie locali, dell’inclusione, della promozione della stabilità e della concorrenza. Le BCC dell’Emilia-Romagna non delocalizzano, non estraggono risorse dalle loro comunità per portarle altrove, perché i loro utili restano nei territori dove sono stati prodotti sia per rafforzare il patrimonio, sia per destinare risorse alle realtà locali.
Una presenza che genera rapporti stabili e virtuosi con la clientela e i soci e che migliora la qualità della vita dei territori in cui siamo presenti: lo conferma anche una recente analisi condotta dall’équipe dell’Università degli Studi di Bologna guidata dal Prof. Giuseppe Torluccio.
I dati raccolti mostrano come la relazione fra le BCC e i clienti sia più stabile e duratura che nel resto del sistema bancario, con un tasso di dispersione fino a cinque volte inferiore: chi sceglie una BCC difficilmente la abbandona.
Ma non solo: lo studio evidenzia come la chiusura di uno sportello del credito cooperativo porti a un aumento delle disuguaglianze sociali ed economiche del territorio. Una conferma dell’importanza di una presenza capillare che le BCC garantiscono con oltre 350 sportelli, inalterati rispetto al 2021, e come unica presenza bancaria in 12 comuni: mentre altre banche abbandonano i territori, le BCC continuano a svolgere il proprio ruolo di banche di comunità anche negli angoli più remoti della regione.
Infine, impieghi e raccolte da parte del credito cooperativo mostrano di saper allentare le disuguaglianze in modo più efficace rispetto al resto del sistema bancario: gli oltre 13,5 miliardi reinvestiti sul territorio nel 2022 ci hanno permesso di aiutare e sostenere migliaia di famiglie e imprese nell’affrontare il presente e costruire il futuro, anche nei momenti più difficili".
Quali sono le sfide che una regione come l’Emilia-Romagna ha davanti nei prossimi mesi?
"Indubbiamente la ricostruzione e la ripartenza dopo l’alluvione e i terremoti rappresentano la grande sfida per i nostri territori e le BCC non mancheranno di fare la propria parte, come fatto sin qui. Il sistema delle BCC, infatti, si è attivato fin dai primi momenti dell’alluvione per affrontare l’emergenza mettendo in campo risorse e strumenti importanti per sostenere le aree colpite: dalla moratoria per mutui e finanziamenti, alla raccolta fondi promossa da Federcasse, dalla Federazione regionale, dalle Capogruppo e dai singoli istituti di credito.
Le BCC sono banche di relazione, sempre pronte a sostenere le proprie comunità nella buona e nella cattiva sorte e ancora siamo pronti a rispondere “presente” alle richieste di aiuto che provengono dai nostri territori.
Lo abbiamo fatto anche sottoforma di donazioni dirette, giunte alla Federazione e distribuite sul territorio a realtà individuate dalle nostre BCC: sono stati raccolti 5 milioni di euro, le donazioni a livello nazionali, sono stati destinati anche da questa federazione a Caritas, cooperative enti sociali…".
Istat e Caritas hanno certificato oltre 5 milioni di italiani in stato di povertà relativa, ossia che presentano difficoltà ad arrivare a fine mese nonostante lavorino e abbiano uno stipendio. Sono sempre più anche i mutui insoluti. Un campanello d’allarme che però sembra sin qui inascoltato…
"Il tema delle nuove povertà è sotto i nostri occhi fin dal periodo pandemico e l’alluvione non può che aver aggravato il problema. Il mondo del Credito Cooperativo, in questo senso, è impegnato in prima linea a vari livelli: già dal 2020, nel Bilancio di Coerenza del Credito Cooperativo venivano indicati oltre 623 milioni di euro per finanziamenti a favore di imprese femminili, imprese e cooperative sociali, microcredito e start-up innovative.
E ancora, sono oltre 300mila le iniziative a impatto sociale, come progetti antiusura, prestiti a imprese del Terzo settore, housing sociale e altri per un ammontare di 1,78 miliardi di euro.
Vanno in questa direzione anche gli accordi che abbiamo stipulato come Federazione dell’Emilia-Romagna con la Caritas nazionale e regionale per il progetto del microcredito sociale: 500.000 euro che andranno a sostenere le famiglie più in difficoltà per l’acquisto di beni danneggiati dall’alluvione.
Mentre si combatte il problema, però, occorre già costruire il futuro: faccio mie le parole del Direttore Generale di Federcasse Sergio Gatti quando evidenzia come sia necessario puntare sulla formazione e sull’educazione finanziaria per dotare le future generazioni di maggiori e migliori strumenti per la gestione delle proprie finanze.
“Quello che già abbiamo fatto e che continueremo a fare sarà, affidandola ai giovani, la costruzione di prodotti come libri e podcast, con un linguaggio accessibile, che aiutino tutti ad avere dimestichezza con le basi dei temi economici”.
In questo senso, in regione è in corso un grande progetto con gli studenti delle superiori che sta coinvolgendo in incontri e seminari migliaia di studenti".
Di Emanuele Lombardini
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