Fantappiè (Uil Toscana): “Manovra indebolisce il potere d’acquisto. Formazione? Rimasta agli anni ‘90”

(Paolo Fantappiè, Segretario di Uil Toscana)
Il segretario regionale del sindacato: “La legge di bilancio non tiene conto dell’inflazione e penalizza le categorie fragili. Investire sul rinnovo dell’offerta formativa: le competenze vanno aggiornate alle necessità del mondo produttivo”
Nonostante il passaggio in Parlamento per le discussioni, la Legge di Bilancio continua a destare perplessità, soprattutto tra i sindacati che lamentano scarsa attenzione alle categorie più fragile e al lavoro.
“Fermo restando alcuni provvedimenti un po’ mitigati rispetto alla versione originale l’impostazione della Manovra rimane sbagliata perché indebolisce il potere di acquisto dei lavoratori e dei pensionati”, dice, Paolo Fantappiè, Segretario di Uil Toscana.
“Così come - continua - sono errati i tagli alla sanità, alla scuola e al trasporto e agli ospedali”.
Segretario, la soddisfa il tetto al prezzo del gas raggiunto in Europa?
“Si tratta di una decisione tardiva perché la speculazione legata all’energia elettrica è stata una condanna per le famiglie, già colpite dall’inflazione.
Senza dubbio si tratta di un provvedimento giusto nel principio, anche se si poteva fare di più per raggiungere una cifra più bassa”.
In uno scenario così incerto, crede la formazione meriti più attenzione?
“Sì perché purtroppo non si riesce a incrociare l’offerta di lavoro con i profili professionali. Purtroppo buona parte dei corsi scolastici e universitari sono fermi agli anni Novanta, mentre servirebbero offerte formative aggiornate, altrimenti si producono solo disoccupati.
Ciò vale anche per la formazione per i lavoratori, che senza un adeguato aggiornamento delle loro competenze finiscono per rimanere senza lavoro.
Gli Istituti tecnici industriali superiori post-diploma rappresentano delle virtù perché offrono percorsi formativi che tengono conto delle innovazioni tecnologiche e sostenibili e quasi il 97% degli studenti trova lavoro a tempo indeterminato”.
Tornando alla sanità, cosa si aspetta dall’ultima intesa tra i sindacati e la Regione?
“Lo scorso 14 dicembre abbiamo firmato il protocollo e ora ci aspettiamo che venga applicato per fornire assistenza sanitaria in tutte le strutture, anche in quelle a domicilio.
Servono investimenti verso i pronto soccorso che necessitano di personale, così come a tutto il servizio sanitario nazionale.
Dei due miliardi previsti in manovra che verranno ripartiti sul territorio, le risorse previste per la regione Toscana non permetteranno di compensare nemmeno gli aumenti dei costi energetici di questi ultimi mesi per quanto riguarda ospedali e tutto il resto dei centri sanitari periferici”.
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Secondo lei l’internalizzazione può essere la via per migliorare i servizi socio-sanitari?
“Assolutamente. In Toscana più della metà delle attività sanitarie viene svolto in appalto e spesso al massimo ribasso con riduzioni di orari di lavoro da 25 a 30 ore settimanali.
L’esternalizzazione sfrutta la manodopera e offre servizi peggiori. Il nostro obiettivo è quello di creare servizi migliori con condizioni di lavoro dignitose”.
Pochi settimane fa è stato presentato in Regione il marchio etico per le imprese di food-delivery. In che cosa consiste?
“Si tratta di un protocollo che avevamo proposto nel 2021 e che disciplina il settore delle consegne di cibo i tutti i suoi aspetti.
A cominciare dal prodotto, che viene conservato secondo le normative vigenti, al mezzo di trasporto e al rider che viene assunto con un contratto nazionale di logistica che prevede ferie e malattie.
Prima della stesura veniva considerato come lavoratore autonomo. Il mio auspicio è che più società applichino i principi del protocollo per ottenere il marchio”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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