mar 28 apr 2026

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Federconsumatori Campania, l’innovazione tecnologica e il contrasto alla contraffazione

(Giovanni Berritto, Presidente Federconsumatori Campania)

Il presidente regionale dell’associazione: “Giusto lavorare sulla digitalizzazione, ma è necessario coinvolgere i cittadini nel processo di transizione. La chiusura delle banche mette a rischio le fasce deboli”

La Federconsumatori è un’associazione di promozione sociale che da oltre 30 anni tutela, assiste, informa e promuove campagne a favore dei cittadini e dei consumatori.

Nasce nel 1988 con il sostegno della CGIL e da allora ha conquistato sempre maggiore fiducia da parte delle istituzioni e dei cittadini, grazie alle iniziative e all’attività di assistenza.

Negli oltre 700 sportelli territoriali gli esperti mettono a disposizione la propria esperienza e professionalità nell’assistere ed informare i cittadini sui loro diritti, sulle leggi vigenti, sulle forme di tutela, sulle agevolazioni e sulle azioni da intraprendere per la crescita delle opportunità occupazionali ed economiche.

Anche in Campania l’obiettivo primario dell’Associazione è quello di promuovere attivamente la consapevolezza dei cittadini e dei consumatori circa le proprie scelte, i diritti e le opportunità.

In Campania, Federconsumatori e l’Università degli Studi di Napoli hanno organizzato un importante convegno dedicato a “Economia e legalità – La contraffazione in Campania: dimensioni e caratteristiche”, che ha visto le conclusioni del presidente nazionale di Federconsumatori Michele Carrus. Nel tentativo di comprendere l’importanza del lavoro della Federconsumatori in Campania, intervistiamo il Presidente della Federconsumatori Campania Giovanni Berritto.

Federconsumatori Campania sta ponendo tanta attenzione sulle opportunità tecnologiche e innovative a supporto del contrasto alla contraffazione. La tecnologia può essere accanto ai consumatori nel contrasto alla contraffazione. Quali idee state intraprendendo?

"Come ogni strumento capace di modificare in maniera disruptive le nostre vite, l’attuale tecnologia legata alla digitalizzazione può essere sia un valido alleato che un potenziale rischio.

Si veda alle blockchain che attualmente sembrano una delle soluzioni più valide in tema di certificazione industriale, specialmente nel settore artigianale e agricolo. Il consumatore è davvero al corrente di come funzionano tali processi? Il chiacchiericcio spesso aleatorio intorno alle filiere certificate è capace di trasmettere reale fiducia, di essere davvero trasparente?

O rischiamo di utilizzare la tecnologia come pretesto per distribuire nuovi bollini di qualità? Credo che siano questa tipologia di compiti che una associazione a tutela dei consumatori deve essere in grado di assolvere in questo periodo storico. Farsi garanti, in qualche modo, della “certificazione della certificazione”.

Grazie alle grandi opportunità provenienti dai fondi del Pnrr, anche la Campania può riscrivere le proprie logiche infrastrutturali, digitali e occupazionali, accelerando nel percorso di sviluppo sostenibile e promuovendo nuovi servizi per le famiglie e i cittadini. Quali sono le vostre proposte in rapporto al Pnrr?

"Innanzitutto chiediamo chiarezza. Le linee di missione così come descritte dalla Regione Campania sembrano in parte voler utilizzare i fondi PNRR per colmare storici gap (come nel caso della sanità e della sicurezza).

Altri interventi sembrano davvero troppo specifici. Siamo sicuri che il PNRR sia un’occasione per vedere qualcosa di nuovo e non qualcosa di atteso magari da tempo? Per quanto riguarda le proposte i nostri suggerimenti all’Amministrazione non sono certo mancati in questi mesi e nelle occasioni di dibattito utili in cui siamo stati presenti.

Si pensi a questa digitalizzazione della P.A. che ormai sembra dover andare avanti a prescindere da come venga ricevuta dai cittadini: abbiamo pensato al ruolo del mondo associazionistico e di tutela dei consumatori per poter promuovere un incontro tra il nuovo modo di fruire la P.A. e quelli che ancora oggi pagano un digital divide enorme?".

Dal 2018 al 2022 in Campania sono stati chiusi 215 sportelli bancari e persi 1.492 posti di lavoro e il 12% delle persone non ha più accesso allo sportello bancario. Il fenomeno della desertificazione bancaria sta generando enormi problematiche nella Regione e numerosi consumatori evidenziano difficoltà e problematiche nell’accedere ai servizi bancari. Quali sono le vostre proposte a riguardo? 

"Ci ricolleghiamo a quanto detto prima: siamo sicuri che i cittadini consumatori siano pronti ad affidare a uno smartphone tutte le loro necessità?

Lo sportello di vicinanza è necessario per far sì che il rapporto (praticamente obbligato) con un istituto di credito non passi obbligatoriamente per BOT allenati da Intelligenze Artificiali che tanto intelligenti non sono.

Stiamo valutando con i nostri legali se la sciente desertificazione possa essere equiparata a una “interruzione di servizio” in quanto comporta consapevolmente l’abbandono dell’utente.

Quello che attualmente è inaccettabile è che persone, specialmente anziane, siano costrette a rincorrere sedi e referenti per azioni che - al contrario - digitali non possono essere.

Non esiste digitalizzazione che possa sostituire il rapporto umano, specialmente quando si parla degli averi e della dignità delle persone, e non esiste scelta economica (e di lucro) che possa giustificare tale ottenuto risultato".

Di Domenico Letizia
(Riproduzione riservata)

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