Federconsumatori lancia l'allarme sanità: "Un'apparecchiatura su due è obsoleta"

(Alessandro Petruzzi, presidente Federconsumatori Perugia)
Il presidente perugino Petruzzi rilancia la tematica nazionale: "Maxi piano di ammodernamento nazionale rinviato a causa della revisione del Pnrr. Stipendi bassi, attacchi al welfare, taglio delle risorse per i centri servizi sanitari per disturbi dell'alimentazione. Ne fanno le spese le fasce deboli"
Federconsumatori Perugia, seguendo la scia dell'associazione a livello nazionale denuncia quello che definisce "l'ultimo attacco del Governo al sistema sanitario nazionale".
"Dopo le mancate risorse per assunzione di personale ora gli ospedali Italiani dovranno attendere fino al giugno 2026 per vedere ammodernato il loro parco macchine,vecchio e superato per oltre la metà.
Il maxi piano di ammodernamento tecnologico per sostituire oltre 3.100 grandi apparecchi,infatti,è stato rinviato di due anni a causa della revisione del Pnrr richiesta dal Governo Italiano e approvata da Bruxelles", si legge in una nota firmata dal presidente Alessandro Petruzzi.
L'investimento da 1,2 miliardi doveva servire a dotare le strutture di nuove tecnologie diagnostiche per tac e risonanze magnetiche di ultima generazione,acceleratori lineari o ecografici digitali.
Ma nell'attesa,il ritardo inevitabilmente, impatterà su molti pazienti, come spiega Il Sole 24 ore che evidenzia il rischio di "diagnosi meno accurate e precise,più esposizioni alle radiazioni e minore velocità di esecuzione di esami oltre a referti non informatizzati".
Lo stato di obsolescenza dei macchinari italiani
Un'apparecchiatura su due è obsoleta secondo l'ultima indagine realizzata da Confindustria dispositivi medici, dunque la situazione negli ospedali italiani è ben poco rosea.
Quasi 37.000 apparecchiature di diagnostica per immagini presenti nelle strutture (una su due) sono obsolete e quindi anche meno efficienti e sicure di quanto dovrebbero essere.
"Il governo e la sua maggioranza mostrano il vero volto.Nulla per i fragili,i deboli,i malati,gli ultimi.E poi attacco sistematico alle conquiste civili e welfare.
Dagli stipendi sotto il salario minimo per il 6,6 percento dei dipendenti e sotto gli 8 euro l'ora, al taglio delle risorse per i centri servizi sanitari per disturbi dell'alimentazione,al mancato rifinanziamento del fondo affitti: si nega ogni giorno di più il diritto alla salute,all'istruzione e ora si aggiunge anche il dramma della fame, secondo recenti studi un Italiano su sei soffre la fame", conclude Petruzzi.
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











