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26/03/2024

Ferroni (Adoc Toscana): “Con la chiusura delle banche i piccoli comuni si impoveriscono, autonomia differenziata peggiora il quadro”

(Leonardo Ferroni, presidente di Adoc Toscana)

Il presidente regionale dell’associazione dei consumatori aderente a Uil: “Senza presidi fisici  tanti giovani potrebbero lasciare il proprio paese di origine, anche perché non in tutte le zone c’è la connessione a internet. Su libero mercato dell’energia manca l’informazione alla clientela”

Se la desertificazione bancaria spaventa i sindacati per la perdita di posti lavoro, per i consumatori la chiusura degli sportelli rappresenta un problema che ha a che fare con i risparmi.

Secondo l’indagine di Uica, per gli italiani  la banca rappresenta un luogo utile per avere supporto e assistenza per quanto riguarda risparmi, investimenti e prestiti per 7 persone su 10 (73,6 percento), mentre il dato aumenta (80,3) fra i toscani.

Sempre fra gli intervistati toscani, il 14,8 percento delle persone dichiara di aver preferito lasciare il proprio comune per l’assenza di filiali bancarie o altri servizi essenziali.

In generale, per il 62,2 percento degli intervistati la mancanza di una banca (o di un servizio essenziale analogo) per la scelta di vivere o abbandonare il comune di residenza influisce molto (31,1) e abbastanza (31,1).

Ci preoccupa la chiusura delle banche, così come la sparizione delle Poste perché così si tagliano i servizi di vicinato”, dice Leonardo Ferroni, presidente di Adoc Toscana, associazione dei consumatori che fa parte della Uil.

La pandemia ha accelerato la digitalizzazione - continua -, ma senza dei presidi fisici  tanti giovani potrebbero lasciare il proprio paese di origine, anche perché non in tutte le zone c’è la connessione a internet, come nel Mugello o lungo alcune frazioni di Barberino dove non ci sono banche e o farmacie”.

Presidente, in tema di servizi territoriali come valuta l’autonomia differenziata?

Penso che l’autonomia differenziata possa portare a ulteriori desertificazioni dei territorio e quindi a nuovi spopolamenti non solo per i comuni del Sud ma anche per quelli situati nel Nord dell’Italia”.

Uno dei problemi più sentiti è quello relativo alla sanità. Restando sulla Toscana, qual è la sua opinione sull’aumento dell’Irpef per migliorare i servizi di medicina?

La sanità toscana e nazionale conta diversi problemi, ma l’aumento dell’Irpef non ci sembra la soluzione giusta e ci siamo dichiarati contrati dal primo momento.

Per i consumatori si tratta di un ulteriore aggravio, perché a diversi cittadini in questi ultimi 2 anni sono arrivate delle cartelle esattoriali contestavano la dichiarazione errata dei redditi per l’esenzione dei ticket sanitari, ma l’errore non è stato fatto dai contribuenti perché nel frattempo sono cambiate le norme. Purtroppo non si tratta di casi isolati perché sono state mandate circa ottomila cartelle”.

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA ALLA PRESIDENTE NAZIONALE

Pensa che il carrello tricolore abbia alleggerito l’inflazione sui beni di prima necessità?

No, perché i prezzi sono ancora alti e la gente è costretta a scegliere tra i generi alimentari e le altre spese ordinarie e sempre più persone acquistano prodotti di fascia inferiore per risparmiare”.

Restando sulle politiche del Governo, come valuta il passaggio al libero mercato dell’energia?

Del passaggio se ne parlava da anni, ma la transizione poteva essere gestita con metodi migliori, perché se è vero che sono state mantenute le categorie protette è mancata l’informazione e l’assistenza nei confronti degli utenti”.

Pensa che la proroga al 60 percento del Superbonus sarà  di aiuto?

La proroga sarà di aiuto per sistemare tanti lavori, ma il problema rimane dl’impianto del Superbonus perché ha dato solo una spinta al settore edile e ha deluso le aspettative”.

Qual è la sua opinione sul percorso del Pnrr?

Sono due anni che assistiamo alla discussione sul rilancio dell’economia attraverso il Pnrr, ma la nostra paura è riguarda lo sviluppo dei progetti perché ancora quelli avviati sono ancora pochi.

Debbo dire però che i bandi sull’educazione digitale vanno nella giusta direzione perché tante persone non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie”.

Con lo stop all’aumento del costo del denaro pensa che i consumatori possano guardare al loro futuro con più serenità?

Purtroppo la situazione è sempre uguale e ancora si sentono le incertezze di chi ha visto aumenti anche del 20 percento della rata del proprio mutuo.

Per i consumatori si tratta dell’ennesimo rincaro perché dopo la pronuncia della Corte di Cassazione che ha stabilito la nullità dei tassi Euribor, per i risparmiatori la procedura per richiedere i rimborsi è assai complicata”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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