Fiaschi (Confcooperative Toscana): “Dalla Manovra misure giuste, ma inflazione e rincari mettono in difficoltà il settore”

(Claudia Fiaschi, presidente di Confcooperative Toscana)
La presidente della cooperazione toscana a CUOREECONOMICO: “Salari italiani troppo bassi, ma lo strumento è la contrattazione collettiva. Superbonus insostenibile a lungo termine, spero si possa però continuare a ragionare su sgravi fiscali. Bene l’azione della Regione sul fronte agricoltura”
Se da parte dei sindacati e delle opposizioni prevale il sentimento di critica sulla Manovra, da parte delle cooperative c’è chi esprime apprezzamento.
“Viviamo in un contesto storico di instabilità in cui non ci sono molti soldi a disposizione, ma tante necessità”, dice Claudia Fiaschi, presidente di Confcooperative Toscana.
“Si vede il tentativo - continua - di andare incontro alle necessità di lavoratori e famiglie, apportando dei tagli al cuneo contributivo per i lavoratori dipendenti e la disposizione di circa 6 miliardi tra rinnovi di contratti pubblici e risorse destinate alle famiglie. Bisognerà approfondire invece gli effetti della Manovra sulle pensioni”.
Presidente, dal suo punto di vista, sulle cooperative che effetto sta dando l’aumento del costo del denaro?
“L'aumento del costo del denaro e di conseguenza dei tassi può comportare una contrazione a livello economico, con maggiori spese sui mutui e minori investimenti con dei riflessi anche nel nostro settore.
Sicuramente però a gravare, per noi, sono soprattutto l'inflazione e il caro energia. Già tra il 2020 e il 2021 abbiamo registrato una lieve contrazione delle cooperative iscritte anche per effetto della pandemia, pari al -1,9 percento e - 1,1.
La nostra forza tuttavia è la capacità di rimanere uniti dato che abbiamo un ruolo fondamentale per la cittadinanza non vogliamo fare alcun passo indietro”.
Secondo lei è giusto introdurre un salario minimo?
“Il livello delle retribuzioni per un Paese come il nostro non può essere considerato ancora accettabile. Tanti stipendi sono ancora troppo bassi per garantire una qualità di vita dignitosa e dare spazio a progetti di vita personali. In Italia da troppo tempo sono fermi gli stipendi e con l'inflazione questo stallo è diventato ancora più evidente.
Per perseguire l’obiettivo di un “giusto salario” sicuramente resta importante il ruolo della contrattazione collettiva, mentre ulteriori strumenti possono completare il quadro regolativo purché vengano armonizzati in modo equilibrato”.
Rispetto alle specificità della Toscana, pensa che sia stato un errore eliminare il Superbonus?
“Il Superbonus ha permesso di intervenire su molte strutture anche in Toscana portando ristrutturazioni ed efficientamento energetico. Si tratta di una misura dispendiosa e difficilmente sostenibile sul lungo periodo.
Spero che per il futuro si possa continuare a ragionare su possibili sgravi per sostenere la riconversione energetica dei beni destinati ad attività di interesse generale e di chi versa in condizioni economiche più difficili”.
Come valuta l’impegno della Regione nel settore dell’agricoltura?
“Penso che la Regione stia mettendo il massimo impegno in un momento molto difficile per alcune delle nostre produzioni. D’altronde si tratta di un settore indispensabile che ha una spiccata vocazione e appeal internazionale nella produzione agroalimentare di qualità.
Oltre a offrire lavoro a migliaia di persone, l’agricoltura contribuisce alla manutenzione di un paesaggio unico e avere un dialogo costante con un comparto di questo tipo credo che sia necessario”.
Vi soddisfa il Piano per l’aumento della quota regionale nel comparto delle Rsa?
“Questa misura era attesa da tempo. Il settore sociosanitario delle nostre cooperative negli ultimi anni ha dovuto sostenere direttamente con i propri bilanci uno sforzo importante, i maggiori costi delle dotazioni nella fase della pandemia, la crescita dei prezzi dell'energia e ora dell'inflazione.
Ci accingiamo peraltro a rinnovare i contratti collettivi del comparto, con un adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori al costo della vita, consapevoli che in molti casi molte amministrazioni pubbliche non hanno ancora provveduto ad adeguare i corrispettivi dei contratti legati al rinnovo contrattuale precedente.
Quello che è in gioco è la qualità di servizi essenziali. Una qualità dei servizi offerti che in Toscana è elevata; la Regione è andata giustamente incontro alle richieste del comparto. Ora attendiamo una analoga evoluzione positiva per le altre misure del protocollo d’intesa con la Regione, dalla formazione alla revisione dei modelli assistenziali”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











