mer 28 gen 2026

Seguici su:

01/09/2023

Flessione per il Pil Italiano, mentre salgono Francia e Germania

Tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione, con un calo dello 0,3 percento dei consumi finali. Discesa di oltre un punto per agricoltura e servizi

Nel secondo trimestre dell'anno l'economia italiana ha registrato una performance inferiore a quella della media europea e dei principali partner.

A fronte del -0,4 percento registrato dall'economia italiana, il Pil - ricorda l'Istat - è cresciuto in termini congiunturali dello 0,6 percento negli Stati Uniti, dello 0,5 in Francia ed è rimasto stabile in Germania.

In termini tendenziali, rispetto al +0,4 italiano, si è registrata una crescita del 2,1 percento negli Stati Uniti e dello 0,9 in Francia, mentre si registra una diminuzione dello 0,1 in Germania.

Nel complesso, il Pil dei paesi dell'area euro è cresciuto dello 0,3 rispetto al trimestre precedente e dello 0,6 nel confronto con il secondo trimestre del 2022. Un dato che contrasta invece con le affermazioni positive del Governo lanciate qualche settimana fa.

LEGGI LE NOTIZIE DI ECONOMIA

La domanda interna penalizza il Pil

La flessione del Pil nel secondo trimestre dell'anno è stata determinata soprattutto dall'andamento della domanda interna (incluse le scorte), mentre quella estera ha fornito un contributo nullo.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,7 punti percentuali alla variazione del Pil: nullo il contributo dei consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private, -0,4 quello degli investimenti fissi lordi e -0,3 quello della spesa delle amministrazioni pubbliche.

Le scorte hanno contribuito positivamente (per 0,3 punti percentuali). E' risultato nullo invece il contributo della domanda estera netta

Scendono tutti gli aggregati

Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione, con un calo dello 0,3 percento dei consumi finali nazionali e dell'1,8 percento degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono anch'esse diminuite, entrambe in misura pari allo 0,4 percento.

Si registrano andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, con agricoltura, industria e servizi diminuiti rispettivamente dell'1,3, dell'1,4 e dello 0,1 percento.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com

Argomenti: