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13/01/2026

FOCUS. CNA Marche e la preoccupazione per il futuro delle Pmi

(Moreno Bordoni, segretario Cna Marche)

E’ l’incertezza a dominare le aspettative economiche di artigiani e piccole imprese per l’anno appena iniziato.  Secondo l’indagine annuale della Cna, che ha coinvolto anche gli associati marchigiani, il 53 per cento ammette di non essere in grado di formulare previsioni. Ad essere più pessimisti sono gli imprenditori anziani mentre i giovani imprenditori under 40 sono più ottimisti: quasi il 40 per cento prevede un 2026 con risultati aziendali in crescita contro il 15,5 per cento del dato complessivo.

Un’impresa su tre, secondo il sondaggio Cna, prevede una contrazione del fatturato, in particolare sul fronte delle esportazioni. Quasi il 40 per cento stima una riduzione degli investimenti e soltanto una su sei programma un aumento to della spesa in beni strumentali. Sul fronte occupazionale prevale una relativa stabilità: il 70 per cento prevede organici invariati, il 20 per cento una riduzione e il 10 per cento un aumento dei dipendenti. Dal punto di vista settoriale le aspettative più negative riguardano la manifattura, penalizzata soprattutto dalle difficoltà dell’automotive e del sistema moda. Nei servizi e nell’edilizia prevale invece un orientamento positivo con l’aspettativa di un 2026 miglior rispetto all’anno che ci siamo lasciato alle spalle.

“L’incertezza” afferma il segretario Cna Marche Moreno Bordoni “è alimentata soprattutto dal contesto internazionale, segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e dalle politiche commerciali di Stati Uniti e Cina. Secondo i nostri associati le principali criticità riguardano la difficoltà di trovare personale con le qualifiche professionali richieste dalle imprese, i costi energetici, la burocrazia e il sistema fiscale. Sul sentiment degli imprenditori marchigiani incide anche la frenata dell’export marchigiano nei primi nove mesi del 2025 (-3,9 per cento rispetto ad un +3,6 per cento registrato in Italia). 

Un elemento di ottimismo arriva invece dal fatto che il numero delle imprese marchigiane ha ripreso a crescere. Tra aprile e novembre del 2025 le imprese attive sono passate da 130.754 a 131.238 con un incremento di 483 imprese, soprattutto dei servizi e delle costruzioni mentre continuano a diminuire le attività manifatturiere e del commercio.”

Redazione CUOREECONOMICO
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