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26/07/2025

FONDI. Ance Campania, Della Gatta: “19,9 miliardi di fondi alle infrastrutture. Dialogo con la PA: la paura di perdere i finanziamenti ha superato il timore di mettere la firma”

(Luigi Della Gatta, Presidente Ance Campania)

Con 19,9 miliardi di euro destinati alle infrastrutture, la Campania si trova di fronte a un’occasione unica per trasformare il proprio assetto infrastrutturale. Luigi Della Gatta, presidente di Ance Campania affronta temi cruciali come la burocrazia, la gestione delle opere pubbliche e il ruolo della Pubblica Amministrazione, sottolineando l’importanza di un dialogo costruttivo tra istituzioni e settore privato

Il PNRR una benedizione?

“Una mole di risorse così ingente non si è mai verificata in Campania, la prima regione beneficiaria del PNRR. Ha dato un’accelerata importante: l’alta velocità Napoli – Bari, Salerno – Reggio Calabria, i Porti di Napoli e Salerno, la Diga di Campolattaro che ci renderà, come Campania, indipendenti per l’approvvigionamento idrico, sono solo alcuni esempi”.

La burocrazia è ancora una spina nel fianco?

“Prima ci volevano dieci anni per avviare un’infrastruttura rilevante, ora pensare che ci vogliano cinque anni per completarla forse è pretenzioso ma l’iter si è accorciato. In un Paese burocraticamente complesso come il nostro, l’elaborazione di un’opera pubblica è soggetta a un ritardo fisiologico”.

Cosa preoccupa di più adesso?

“La gestione. Il macrotema d’Italia e del Mezzogiorno. Soprattutto al Sud, bisognerà imparare ad individuare modelli gestionali efficaci che consentano di manutenere nel modo ottimale queste infrastrutture che stiamo realizzando in maniera che possano massimizzare le loro funzioni. Nella gestione delle opere pubbliche purtroppo in passato le logiche ‘politiche’ prevalevano su quelle gestionali con evidente nocumento per la cittadinanza: è necessario per le nuove opere individuare modelli gestionali efficaci ed efficienti, anche rivolgendoci al partenariato pubblico. L’alternativa è quella di aver creato tante cattedrali nel deserto senza un reale beneficio per la collettività”.

Ma il clima resta sereno…

“Siamo in pieno PNRR che sommato al Fondo complementare vale circa 12 miliardi di euro, se ci si aggiunge l’FSC per altri 6,5 miliardi abbiamo raggiunto 19,9 miliardi di euro complessivi, a cui vanno naturalmente aggiunti i Fondo FESR 2021-2027 che sono in gran parte da spendere. Un intervento faraonico per le risorse impiegate. La Pubblica Amministrazione ha fatto un grosso sforzo per il PNRR dando l’avvio alla gran parte delle opere finanziate. Ci sono stati nuovi ingressi di giovani preparati nella PA che hanno facilitato il lavoro. Senza questi interventi sarebbe stato impensabile portare avanti le realizzazioni. Tuttavia la fase complicata del PNNR è adesso: la fase di esecuzione e sarà sicuramente necessario chiedere una proroga rispetto alla scadenza prevista al 2026”.

Quindi le Istituzioni hanno fatto un buon lavoro? 

“Il nostro interlocutore principale è stata Regione Campania, con un dialogo diretto con il governatore De Luca che si è reso sempre disponibile. Per darle un esempio: negli ultimi anni abbiamo subito un incremento dei costi nel settore delle costruzioni pari al 30 per cento. Dal momento che questa questione avrebbe potuto generare contenziosi nelle opere finanziate dal PNRR, abbiamo presentato la questione al governatore richiedendo un adeguamento del prezzario regionale per programmare nuove opere. In risposta, la Regione ha approvato annualmente il Prezzario regionale dei Lavori Pubblici. Il dialogo tra istituzioni e privato ha funzionato e la Campania ne rappresenta un esempio virtuoso”.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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