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24/06/2025

FOOD. Giammarco Urbani: “Ogni anno l’Umbria produce circa 20 tonnellate di nero e fino a 3 tonnellate di bianco pregiato”

(Giammarco e Olga Urbani) 

Dal cuore verde d’Italia alla città che non dorme mai: l’Umbria con Urbani si fa ambasciatrice di eccellenza, cultura e passione. E lo fa con il profumo intenso di un tartufo da sogno che verrà esposto al Fancy Food di New York, una delle fiere del Food più prestigiose al mondo. E grazie ad Urbani, si parlerà di territorio, di persone e di italianità.

Un incredibile tartufo nero da 1,4 kg di meraviglia.

È questo il “bottino” straordinario scoperto tra i boschi di Montefalco (PG), dove la natura ha deciso di fare un regalo eccezionale: un gigantesco esemplare di Tuber aestivum Vitt. noto ai più come tartufo nero estivo. A trovarlo, una cucciola con il fiuto da campionessa e un cuore tanto grande: Dora, un giovane lagotto romagnolo, che ha scritto insieme al suo padrone una pagina memorabile nella storia del tartufo italiano!

Durante la delicata fase di scavo, mentre la terra veniva rimossa con cura e rispetto, centimetro dopo centimetro, è emersa la forma imponente del tartufo. Il cavatore – incredulo e visibilmente emozionato – ha capito subito che non si trattava di un ritrovamento qualunque.

“Questo esemplare volerà con noi al Fancy Food Show di New York - ha commentato Giammarco Urbani, Ad del gruppo di aziende di famiglia, presente all’evento. Nella Grande Mela avranno l’onore di assaporare non solo un ingrediente unico, ma un frammento del nostro territorio, che continua a sorprenderci con la sua generosità”.

È la Urbani Tartufi che se lo è aggiudicato, Urbani che esporta tartufi dal 1852, portando l’Italia nel mondo.

“L’Umbria, infatti, è una delle culle italiane del tartufo – ha aggiunto Urbani - ogni anno produce circa 20 tonnellate di nero e fino a 3 tonnellate di bianco pregiato. Ma oltre ai numeri, è la passione a fare la differenza.

Quella dei cavatori e della cava del tartufo, oggi riconosciuti come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, e quella dei giovani che si stanno avvicinando con entusiasmo a quest’arte antica. Sempre più ragazzi tra i 16 e i 25 anni scelgono di sporcarsi le mani e farsi guidare dai loro amici a quattro zampe nei misteri del sottobosco, tra radici, odori e tradizione”.

“Una scoperta del genere è un segnale fortissimo – ha commentato Giammarco Urbani - È di buon auspicio per tutta la stagione, soprattutto in vista dell’apertura della ricerca del pregiatissimo Tartufo Bianco, a fine settembre”.

E anche il meteo, stavolta, sta giocando dalla parte giusta: piogge ben dosate e giornate soleggiate stanno creando le condizioni ideali per un’annata di abbondanza. Dopo anni di scarsità e prezzi da capogiro, il tartufo potrebbe finalmente tornare protagonista, anche sulle tavole di chi finora poteva solo sognarlo, salvo che non cambino le condizioni climatiche attuali. 

Redazione Cuoreeconomico
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