Gardini (Confcooperative):’Pronti a fare la nostra parte per superare la fase di transizione e rendere duratura la crescita del Paese’

Maurizio Gardini, presidente Confcooperative
In un contesto di nuovi equilibri geopolitici ed economici come i territori si stanno riorganizzando per evitare ripercussioni irreversibili.
La ‘guerra USA dei Dazi’ (con l’accordo al 15%); i conflitti mondiali che sembrano in stallo e con alle porte una manovra finanziaria con pochissimi margini di azione (anche in considerazione dell’alto debito pubblico che ha superato i 3.000 mld di euro), quali potranno essere le prospettive? E poi ancora: manovra finanziaria: su quali fattori il Governo dovrà incidere per dare fiato ad un’economia che sta tornando alla crescita ‘zerovirgola’ anche considerando che l’effetto trascinatore del PNRR fra qualche trimestre finirà?
Su questi temi CUOREECONOMICO ha invitato ad intervenire gli stakeholder socio-economici nazionali e dei ‘territori’ per avere un primo quadro di proposte da offrire ai nostri lettori e alla classe politica nazionale e delle regioni.
‘L'economia italiana si trova oggi di fronte a un crocevia decisivo. Da un lato, assistiamo a tensioni geopolitiche crescenti che si riflettono direttamente sui nostri mercati: i nuovi dazi americani al 15% rappresentano una sfida concreta per le nostre imprese esportatrici, mentre i conflitti internazionali in corso creano incertezza sui mercati globali e sulle catene di approvvigionamento.
Dall'altro, il nostro Paese deve affrontare i vincoli strutturali di un debito pubblico che, accumulandosi negli anni, ha superato i 3.000 miliardi di euro, limitando drasticamente i margini di manovra.
In questo scenario complesso, le imprese cooperative dimostrano ancora una volta la loro capacità di resilienza e adattamento. Le nostre aziende si stanno riorganizzando attraverso strategie di diversificazione dei mercati, investimenti in innovazione e sostenibilità, e rafforzamento delle filiere locali. La natura mutualistica delle cooperative ci permette di affrontare le crisi con una prospettiva di lungo periodo, privilegiando la stabilità occupazionale e territoriale rispetto ai profitti immediati.
Tuttavia, per evitare che l'economia italiana torni alla crescita "zerovirgola", soprattutto quando si esaurirà l'effetto traino del PNRR, il Governo dovrà necessariamente concentrarsi su alcuni fattori chiave nella prossima manovra finanziaria.
In prima battuta investimenti mirati in ricerca, sviluppo, transizione digitale ed ecologica, settori nei quali le cooperative italiane hanno già dimostrato grande capacità innovativa.
Serve, inoltre, un sostegno alle piccole e medie imprese attraverso semplificazione burocratica e accesso al credito agevolato, elementi fondamentali per il tessuto cooperativo.
E infine su politiche attive per il lavoro e la formazione professionale, ambiti in cui la cooperazione sociale ha un ruolo di primo piano.
Come Confcooperative, ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni per costruire un modello di sviluppo più equo e sostenibile. Le cooperative, con i loro 12 milioni di soci e oltre 1,3 milioni di occupati, rappresentano una risorsa strategica per l'Italia dove rappresentano l’8% del PIL: siamo pronti a fare la nostra parte per superare questa fase di transizione, rilanciare e rendere duratura la crescita del Paese’.
Di Maurizio Gardini, presidente Confcooperative
(Riproduzione riservata)










