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25/09/2023

Garosci (Aice): “Fondo Made in Italy aiuta, ma bisogna completare le infrastrutture di collegamento”

(Riccardo Garosci, presidente di Aice)

Il presidente dell’associazione per il commercio con l’estero parte di Confcommercio: “L’Italia sta ricevendo la parte più larga delle risorse del Pnrr, ma per favorire davvero lo sviluppo occorrono riforme per la digitalizzazione e interventi contro il calo demografico. Stop a politiche restrittive della Bce: penalizzano le imprese”

Dopo la presentazione da parte del Governo, il Fondo Made in Italy è arrivato all’esame del Parlamento e, secondo il Ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, tra risorse pubbliche e private sarà 2 miliardi di euro.  

“È la prima volta che viene messo a disposizione un fondo a 360 gradi per il Made in Italy e  può riservare tante opportunità, ma occorre dedicare risorse non solo al manifatturiero, ma anche a altri comparti del terziario, soprattutto settori come la ristorazione e l’ospitalità”, dice Riccardo Garosci, presidente di Aice (Associazione Italiana Commercio Estero), che è parte di Confcommercio.

Il Ministro Tajani e il Governo stanno facendo un buon lavoro - continua - ma per favorire l’export occorre potenziare e completare anche i collegamenti e i punti di logistica come il Porto di Genova, il Valico del Brennero, e il Tunnel del Monte Bianco, che ha rinviato inizio lavori al settembre 2024 e altri ancora”.

Presidente, come valuta l’istituzione della Zona economica esclusiva in Puglia e Molise?

Il mio giudizio non può essere che positivo perché avvicina la Puglia e il Molise alle zone europee che si affacciano sul Mare Adriatico. Mi auguro che possano nascerne altre nuove al Sud, così da migliorare le relazioni con i paesi Balcanici e rafforzare i rapporti con paesi amici candidati ad entrare nella Ue. Aice e Confcommercio vogliono collaborare”.

In questo momento di incertezza che effetto sta dando l’aumento dei tassi d’interesse sul commercio estero?

L‘aumento del costo del denaro non sta dando i frutti sperati e ci auguriamo che la Bce corregga il tiro perché non aiuta il commercio estero. Occorre che la Bce metta in pratica politiche meno restrittive per mettere in condizioni le piccole e medie imprese italiane a competere sui mercati internazionali”.    

La preoccupano i ritardi legati al Pnrr?

Abbiamo fiducia nell’attività del Governo e dopo questi tre anni bui inizia la ripresa. L’Italia sta ricevendo la parte più larga delle risorse, ma per favorire lo sviluppo occorrono, tra l’altro, riforme per la digitalizzazione e interventi contro il calo demografico.

Sul fronte internazionale il Pnrr può essere di aiuto e quindi occorre incoraggiare i rapporti con paesi come il Giappone, il Canada, India e il Vietnam, che riservano nuove e ampie opportunità per il nostro export”.

Con la guerra in Ucraina che prospettive vede per il commercio nei paesi dell’Europa dell’Est?

Le sanzioni alla Russia sono legittime ma mi auguro si possa trovare una soluzione pacifica per alleviare i problemi legati alle importazioni, soprattutto di grano e di gas. Quanto all’Ucraina, l’Italia può e deve esercitare un ruolo da protagonista e fornire formazione e assistenza in molti settori. Sarà un impegno prioritario di Confcommercio”.

Ad oggi invece crede che la Brexit sia stato un errore?

L’uscita della Gran Bretagna dalla Ue. dispiace a livello culturale e storico, ma si lavora per trovare soluzioni convenienti per entrambe le parti. Altri problemi però rimangono anche all’interno dell’Unione Europea: basti pensare al Nutriscore o all’Irlanda che intende etichettare i vini come dannosi per la salute.

Per una buona convivenza deve prevalere lo spirito di collaborazione tra gli Stati Membri, è giusto puntare all’innovazione e al progresso ma sempre salvaguardando il tessuto socioeconomico di un continente in grande cambiamento e alla ricerca di migliori e sostenibili alleanze mondiali”. 

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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