Gasparoni (Confartigianato Marche): “Dl lavoro aiuta ma occorre investire su infrastrutture. Liceo del Made in Italy positivo”

(Gilberto Gasparoni, direttore di Confartigianato Marche)
Il direttore regionale di Confartigianato: “Il Pnrr offre grandi opportunità anche ai piccoli territori, ma occorre che le procedure di appalto e di assegnazione siano snelle per mettere in moto i cantieri. Investire sui giovani, le aziende hanno bisogno di loro”
Nonostante la portata delle risorse e gli obiettivi che il Pnrr ha destinato alle Marche (più di 5000 progetti per un totale di oltre 3 miliardi), con i ritardi e le lungaggini burocratiche i piani rischiano di non essere portati a termine.
“Il Pnrr offre grandi opportunità anche ai piccoli territori, ma occorre che le procedure di appalto e di assegnazione siano snelle per mettere in moto i cantieri”, dice Gilberto Gasparoni, direttore di Confartigianato Marche.
“Stiamo parlando con il Ministro Fitto - continua - per sapere le novità sulle spese e sulle norme. Il nostro obiettivo è quello di migliorare le nostre zone con il lavoro delle piccole e medie imprese regionali e, se ci sarà bisogno, anche di quelle nazionali”.
Direttore Gasparoni, per sollevare i distretti imprenditoriali il bando Crea Impresa ha dato i suoi frutti?
“Certamente, tanto che ha avuto grande successo con tante domande ma i fondi non sono stai sufficienti a soddisfarle tutte. I bandi come quello rappresentano delle occasioni di crescita e valorizzare le piccole e medie imprese noi insistiamo per riformare dello scorso anno che ha registrato 1500 progetti ma ne sono stati finanziati meno di 400. Per noi è stato un brutto colpo perché tante idee avevano a che fare con l’innovazione tecnologica e l’autoproduzione di energia pulita”.
Ha fatto riferimento all’innovazione. Oggi che si parla spesso del digitale nell’occupazione crede che la formazione debba essere aggiornata?
“Assolutamente. C’è bisogno di una formazione a tutto tondo e ci stiamo impegnando con la Giunta regionale affinché i soldi del fondo sociale europeo vengano investiti nell’istruzione.
Mancano figure in diversi settori, a cominciare dalla moda. Poi occorre anche sostenere la formazione per gli imprenditori nell’uso delle nuove tecnologie. Insomma, il modello formativo attuale necessita di una riforma organica”.
In un periodo come questo in cui si fa fatica a trovare il personale, crede che il Decreto Lavoro sia di aiuto?
“Il Decreto Lavoro ha rimosso degli ostacoli e ha semplificato le pratiche burocratiche, tanto che incentivi per i contratti a tempo pieno, a determinato e apprendistato.
Così come per gli studenti-lavoratori, con assicurazione Inail. Le piccole e medie imprese danno lavoro a quasi l’80 percento delle persone occupate e quando assumono vogliono avere la garanzia di un rapporto quanto più duraturo con il lavoratore. Oggi, con la diffusione delle nuove tecnologie, le aziende hanno bisogno dei giovani perché hanno una sensibilità più elevata rispetto alle persone più grandi.
Oltre alle politiche del lavoro, occorre migliorare i trasporti aerei e marittimi perché il turismo rappresenta un’opportunità per le attività dell’artigianato artistico e agroalimentare”.
Come giudica la creazione del fondo del Made in Italy?
“Giusto, perché l’italianità rappresenta uno status unico al mondo che comunica delle capacità senza eguali. Sono favorevole anche alla creazione di un liceo del Made in Italy, con la speranza che possa formare figure professionali in grado di valorizzare le nostre tradizioni e le innovazioni che gli italiani hanno mostrato in questi decenni. Mi auguro che si continui con i controlli per combattere la contraffazione che rappresenta un’offesa al nostro saper fare”.
Di Matteo Melani
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