dom 22 mar 2026

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Genovesio (Cna Piemonte): “Con aumento del costo del denaro effetti devastanti sulle Pmi”

(Giovanni Genovesio, presidente di Cna Piemonte)

Il presidente di Cna Piemonte a CUOREECONOMICO: “Stiamo chiedendo più tempo per i pagamenti in modo da dare respiro alle imprese. Su transizione digitale ed ecologica c’è grande interesse, ma c’è difficoltà a reperire le risorse. Extraprofitti delle banche sostengano crescita delle aziende”

Da un lato la rinegoziazione dei finanziamenti in essere, dall’altro la riattivazione della moratoria sui prestiti. Sono questi alcuni degli interventi prioritari per aiutare le Pmi in questa fase economica complessa, che ha visto aggiungersi alle difficoltà causate dalla pandemia e dalla crisi energetica legata al conflitto russo-ucraino anche quelle più recenti di un aumento vertiginoso del costo del denaro.

A sottolinearlo è il presidente di Cna Piemonte Giovanni Genovesio, che ha tracciato per CUOREECONOMICO un quadro dello stato di salute delle imprese della regione, anche alla luce delle sfide della transizione digitale e energetica. Proprio dai temi ambientali, e in particolare dal rinvio del blocco degli euro 5 in Piemonte, è partita la nostra conversazione.

Siete soddisfatti dell’intervento del Governo che ha fatto slittare il blocco della circolazione dei mezzi Euro 5 a ottobre 2024?

Siamo molto soddisfatti. A seguito dell'annuncio si è aperto immediatamente un tavolo di confronto con l'assessore a Bilancio, Finanze e Programmazione economico-finanziaria di Regione Piemonte Andrea Tronzano.  Ciò ha contribuito in modo rilevante al raggiungimento di questo risultato.

Grazie a questa proroga ci sarà più tempo per permettere alle aziende di attrezzarsi e affrontare questo cambiamento in modo mirato. È importante evitare di trovarsi nuovamente impreparati di fronte alla prossima scadenza.

In generale, noi consideriamo da sempre le questioni ambientali centrali e riteniamo che sia fondamentale promuovere il processo di transizione energetica attraverso una visione globale che consideri la mobilità uno dei diversi ambiti su cui intervenire.

E’ importante agire a 360 gradi, promuovendo lo sviluppo delle rinnovabili, dell’efficientamento energetico, degli impianti di riscaldamento green”.

In generale, le imprese artigiane piemontesi hanno compreso l’importanza di adottare modelli produttivi sostenibili? Come si stanno muovendo in quest’ambito?

Dagli incontri che facciamo sul territorio con i colleghi imprenditori emerge una forte e diffusa sensibilità sul tema della tutela ambientale.

Tante imprese hanno installato già da tempo impianti fotovoltaici sui tetti e hanno realizzato importanti percorsi di efficientamento energetico”.

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La crisi energetica, con l’aumento vertiginoso dei costi delle bollette, ha accelerato ulteriormente questo percorso virtuoso?

Sicuramente l’emergenza energetica ha dato una forte accelerata al processo di adesione a paradigmi produttivi green, trovando un terreno fertile in un tessuto di imprese che già aveva intrapreso questo percorso virtuoso.

Tuttavia nonostante questa grandissima sensibilità verso la tutela ambientale, le Pmi devono fare i conti con la scarsità di risorse economiche da destinare a quest’ambito.

A fare da freno è la situazione economica attuale, che è estremamente complessa e vede in primis il problema dell’elevato costo del denaro”.

Anche in tema di transizione digitale il quadro è analogo? Le Pmi artigiane stanno innovando in questo settore?

Anche in questo caso il quadro è positivo. Le imprese artigiane sono molto attente a cogliere tutti i possibili vantaggi legati alle innovazioni digitali. L’immagine dei piccoli laboratori artigiani privi di tecnologia è lontana anni luce dalla realtà.

L’automazione è entrata nelle nostre aziende da tempo. Come associazione siamo stati sempre favorevoli all’introduzione di una sana innovazione tecnologica, capace di efficientare la produzione e valorizzare il lavoro delle persone. Tuttavia le risorse per investire non sono molte”.

Può dare un quadro dello stato di salute delle imprese artigiane piemontesi in questa fase economica complessa che ha visto prima la pandemia e l’emergenza energetica e ora l’aumento dei tassi dei mutui che sta gravando su famiglie e imprese?

A livello finanziario, come dicevo prima, è un momento molto complesso. L’aumento dei tassi di interesse è arrivato dopo un periodo difficile, due anni che hanno visto pandemia e crisi energetica gravare in modo molto importante sulle imprese. In questo contesto l’aumento del costo del denaro è stato devastante.

Se le imprese più grandi hanno resistito meglio, la maggior parte delle Pmi, più piccole e meno strutturate, hanno invece sofferto moltissimo dal 2022”.

Come avete affrontato questa situazione come associazione?

Già in tempi non sospetti abbiamo chiesto di avere delle misure di rimodulazione dei finanziamenti in essere per dare alle imprese un arco temporale di restituzione più ampio.

Abbiamo chiesto la riattivazione della moratoria sui prestiti. Abbiamo chiesto allo Stato di avere la possibilità di rateizzare i debiti fiscali in essere.

Sia chiaro, non abbiamo chiesto dei condoni. Stiamo solo chiedendo più tempo per i pagamenti in modo da dare respiro alle imprese. Vogliamo pagare il 100 percento dei debiti tributari che sono iscritti a bilancio, ma con un tempo ragionevole. In parte il Governo già ha recepito queste nostre richieste”.

In generale quali interventi ritenete prioritari per sostenere le Pmi?

Per noi la priorità è sicuramente la possibilità di rinegoziare i finanziamenti in essere e la riattivazione della moratoria sui prestiti. Se le imprese hanno più tempo per pagare riescono a restituire i finanziamenti con maggior serenità.

Va inoltre sottolineato che le aziende, nella rinegoziazione, si caricano anche un maggior onere di interessi, legato allungamento dei tempi di pagamento, ma tutto ciò è funzionale a dare fiato alla alla cassa.

Il rischio che corriamo oggi è che le imprese vadano in difficoltà di cassa, non di patrimonio”.

Qual è invece la vostra posizione sulla tassazione degli extraprofitti delle banche?

Riteniamo che sia una misura introdotta dal Governo dopo un’attenta riflessione. Ci piacerebbe che queste risorse avessero ricadute positive sul mondo delle imprese andando a sostenerne la crescita”.

Passiamo invece al tema del Pnrr. Quale opportunità rappresenta il piano per il Paese?

Credo che la questione centrale sia  l’utilizzo delle risorse economiche messe a disposizione dal piano. Noi abbiamo chiesto di attivare misure che possano supportare le piccole e medie imprese.

Teniamo presente che il 95 percento delle imprese italiane sono Pmi. E’ necessario ipotizzare misure che prevedano ad esempio delle agevolazioni sui finanziamenti”.

Un altro tema di cui si discute molto è quello della desertificazione bancaria. Quale impatto ha sul territorio?

E’ una questione centrale, soprattutto per i centri urbani di piccole dimensioni. Il problema riguarda più i cittadini, soprattutto quelli più anziani che hanno limitate competenze digitali e fanno fatica a utilizzare nuovi strumenti come il sito internet della banca o l’app.

La questione si lega al tema della transizione digitale che vede sempre più servizi erogati in modalità smart e alla necessità di  accompagnare in questi cambiamenti chi non ha ancora le competenze adeguate. Le imprese invece riescono comunque ad avere relazioni efficaci con gli istituti di credito”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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