mar 28 apr 2026

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ESG89 MADE in UMBRIA - Giangiacomo (Bottega Filosofica): “La sostenibilità è una questione di mindset”

(Myriam Giangiacomo, CEO di Bottega Filosofica)

La sostenibilità è un elemento fondamentale per garantire alle aziende di mantenersi competitive e attrattive anche agli occhi delle nuove generazioni.

Oggi sono i giovani in primis a scegliere il posto di lavoro che maggiormente rispecchia le proprie aspettative. In questo percorso valutativo la sostenibilità gioca un ruolo imprescindibile.

Myriam Giangiacomo, CEO di Bottega Filosofica e uno dei relatori protagonisti del Forum Made in Umbria di ESG89, si focalizza sull’importanza della sostenibilità nella cultura aziendale per garantire benessere, crescita e sviluppo.

Oggi spesso il coaching è un pilastro dei progetti di trasformazione aziendale. Nell’attività di coaching, come il porre attenzione alla sostenibilità può concorrere al raggiungimento del benessere aziendale?

"Il miglioramento del benessere aziendale è certamente un risultato connesso all’attenzione alla sostenibilità. Se vogliamo parlarne in relazione al coaching, va fatta una necessaria premessa, perchè la situazione può essere diversa nel coaching individuale o nel coaching organizzativo e di team.

Parliamo prima del coaching individuale. In una visione ‘tradizionale’ della pratica, nella maggior parte dei casi si rimane nella sfera personale e ci si concentra sugli obiettivi che la persona si pone, rispettando strettamente la deontologia della professione che impone di non dare ‘consigli’.

Quindi, se il/la coachee porta consapevolmente come tema qualcosa di legato alla sostenibilità, possiamo trattarla, altrimenti no. Invece, in un approccio più contemporaneo e più riflessivo - nel coaching sistemico e in quello di terza generazione, ad esempio - pur nel pieno rispetto della volontà del(la) cliente, possiamo invitarlo(a) ad allargare il proprio sguardo e aprire una riflessione sulla sostenibilità, nelle sue diverse dimensioni.

In particolare il focus può essere sull'impatto delle proprie decisioni e azioni - quelle prese e quelle che, potendo prendere, non si sono prese - sulla sostenibilità dell’ecosistema in cui si opera. In un progetto di team coaching o di coaching organizzativo, invece, oggetto di osservazione è già anche il sistema oltre agli individui e il miglioramento della sostenibilità del sistema stesso è già un obiettivo, più o meno esplicito, del lavoro che si fa insieme.

Il questo caso, quindi, si tratta di invitare le persone a guardare le connessioni tra sostenibilità del sistema e benessere organizzativo aumentando la consapevolezza complessiva delle implicazioni e la capacità di immaginare e realizzare azioni trasformative a impatto positivo. Queste ultime, spesso, sono a costo aggiuntivo zero o minimo sul costo del progetto, cosa che non guasta.

La sostenibilità, infatti, è prevalentemente una questione di mindset e di coinvolgimento. Quando le persone conoscono e comprendono, non la percepiscono come un ‘di più’, una sovrastruttura, agiscono spontaneamente in quella direzione".

Cos’è il Framework IDG e come gli Inner Development Goals si legano allo sviluppo sostenibile di un’organizzazione?

"Il Framework IDG - articolato in 5 dimensioni e 23 tra qualità, competenze e capacità (gli Inner Development Goals) interconnesse in maniera sistemica - è stato sviluppato con il contributo di un ampio gruppo di docenti e ricercatori, dirigenti e consulenti globali, che hanno identificato caratteristiche necessarie alle persone per affrontare le sfide del XXI secolo e raggiungere gli obiettivi sistemici dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Può essere quindi inteso come una 'lente' per esaminare tutti i nostri comportamenti, per valutarli nella loro coerenza con quanto serve per realizzare la sostenibilità nel nostro sistema - macro o micro che sia - e quindi anche nella nostra organizzazione. Sono, inoltre, lo strumento più attuale e adeguato per disegnare i percorsi di sviluppo organizzativo e individuale necessari per perseguire in maniera efficace gli obiettivi ESG che l’impresa si è data.

Gli Inner Development Goals (Obiettivi di Sviluppo Interiore), infatti:

  • supportano chi voglia concretamente agire per la sostenibilità nell'orientare le proprie energie verso ciò che è davvero necessario a quell’agire
  • favoriscono lo sviluppo di competenze utili alle persone in prospettive più ampie e spendibili in ogni ambito della vita e del lavoro, per migliorare l'autoconsapevolezza, le relazioni, il pensiero sistemico, la concretezza
  • sviluppano leadership funzionale più che situazionale
  • rappresentano una cornice di riferimento per la realizzazione degli obiettivi ESG (Environmental, Social, Governance) delle aziende, con tutte le conseguenti ricadute positive in ambito reputazionale ed economico- finanziario.

Porre l'attenzione sulle qualità e competenze identificate dagli IDGs nelle organizzazioni, consente di sviluppare persone più consapevoli, coinvolte, responsabili e positive, aumentandone il benessere con conseguente aumento del benessere delle organizzazioni stesse come sistemi".

‘Benefit per vocazione’, come conciliate il profitto d’impresa con il bene comune e la sostenibilità ambientale?

"Bottega Filosofica è preesistente alla legge sulle società benefit e quando quest’ultima è stata emanata, si è riconosciuta pienamente nella nuova forma giuridica. In questo senso essere benefit è la sua vocazione. Per darle piena attuazione e realizzare il proprio intento si ispira al paradigma della “Buona Impresa” della Fondazione Buon Lavoro che ho contribuito a delineare partecipando a un gruppo di lavoro dedicato.

Una Buona Impresa innesca una sinergia tra i pilastri della sua attività – Lavoro, Prodotto e Profitto – in modo che ognuno di essi si qualifichi in quanto contribuisce al bene degli altri, e quindi al bene complessivo dell’impresa.

Non si tratta di tenere in equilibrio i tre pilastri ma di creare tra di loro una positiva influenza reciproca attivando un circolo virtuoso tra questi tre elementi, in modo che ognuno di essi sia al tempo stesso un fine in sé stesso ma anche un mezzo per migliorare gli altri due.

La Buona Impresa, inoltre, riconosce di essere inserita in un contesto sociale e ambientale di cui deve prendersi cura in ogni fase della sua attività.

Nel complesso, il suo ruolo sociale consiste nella creazione di valore condiviso largamente superiore al consumo delle risorse che utilizza o all’impronta che, inevitabilmente, produce.

Il paradigma della Buona Impresa e il SABI - Strumento di Autovalutazione della Buona Impresa - costituiscono, a nostro parere, un’ottima bussola per le società benefit e tutte le imprese che desiderano essere ‘intrinsecamente’ sostenibili riconsocendo che oggi non c’è un modo diverso per renderle profittevoli e longeve".

Perchè un’azienda dovrebbe far conoscere il proprio bilancio di sostenibilità?

"Perchè sarebbe un peccato non farlo! Il bilancio di sostenibilità, così come la Relazione d’Impatto richiesta dalla legge alle Società Benefit, è un formidabile strumento di comunicazione e di trasparenza.

In un contesto in cui clienti e consumatori(trici) sono sempre più attenti non solo alla qualità del prodotto ma anche a ciò che c’è dietro quel prodotto, il bilancio diventa essenziale per far conoscere la nostra impresa, aumentarne la reputazione, attrarre e fidelizzare investitori, clientela, fornitori, giovani talentuosi.

Sarà importante, quindi, anche pubblicarlo in una veste che sia leggibile per tutti - specialisti e persone comuni interessate a conoscere la nostra impresa - utilizzando tabelle, immagini, infografiche per fare sintesi ma anche rendendo accessibile e precisa l’informazione di dettaglio.

L’obiettivo non è un documento bello e accattivante ma un documento bello e accessibile che non appaia come uno strumento di green washing ma che racconti, onestamente, l’agire della nostra impresa in coerenza con il proprio intento di essere sempre più sostenibile.

Se l’intento è forte e il cammino coerente, non abbiamo bisogno di altro e far conoscere il bilancio di sostenibilità è un ottimo modo di coinvolgere in questo i nostri stakeholder".

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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