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14/02/2024

Giansanti (Confagricoltura): "Deroga Ue a terreni incolti è insoddisfacente"

(Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura)

Il presidente degli agricoltori dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del regolamento: "Il nostro obiettivo è quello di eliminare l’obbligo della destinazione non produttiva dei terreni dalla normativa in vigore sulla Pac, ma è necessaria una proposta legislativa della Commissione ora in scadenza"

Nonostante i miglioramenti ottenuti rispetto alla proposta iniziale, il provvedimento licenziato dalla Commissione non risponde alle esigenze degli agricoltori italiani”.

È critica la valutazione espressa dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in merito al regolamento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Ue, sulla deroga all’obbligo di mantenere parte dei terreni agricoli incolti o improduttivi.

Troppe condizioni per la deroga

La Commissione ha previsto una lista eccessiva di condizioni, che riducono fortemente l’efficacia della misura. Ciò è dimostrato anche dal voto contrario della delegazione italiana – prosegue Giansanti – Il nostro obiettivo è quello di eliminare l’obbligo della destinazione non produttiva dei terreni dalla normativa in vigore sulla Pac, ma è necessaria una proposta legislativa della Commissione che sarebbe impossibile approvare prima della conclusione della legislatura europea”.

Ecco perché si è resa necessaria una misura regolamentare che, però, sta dando risultati non soddisfacenti. “Da parte nostra, comunque, non rinunciamo a migliorare la situazione per gli agricoltori italiani.

A tal fine – conclude il presidente di Confagricoltura – avanzeremo le nostre proposte alla Commissione in vista della presentazione del ‘pacchetto’ sulla semplificazione che sarà licenziato per la riunione del Consiglio Agricoltura in programma il 26 febbraio, a Bruxelles”.

(Roberta Metsola e Ettore Prandini)

La stessa richiesta anche da Coldiretti

Dalla cancellazione definitiva dell’obbligo dei terreni incolti alla deroga agli aiuti di Stato fino alla sospensione dell’accordo Mercosur, sono alcune delle richieste avanzate dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel corso del vertice a Bruxelles con la presidente dell'Europarlamento Roberta Metsola e il Commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski. Un summit proficuo, ha sottolineato Prandini, che nella capitale belga ha incontrato anche numerosi eurodeputati.

Serve cancellare definitivamente – ha sottolineato il presidente della Coldiretti – l’assurdo obbligo di lasciare i terreni incolti che mina la capacità produttiva della nostra agricoltura e favorisce paradossalmente le importazioni dall’estero di prodotti alimentari che non rispettano le stesse regole di quelli europei in materia di sicurezza alimentare, ambientali e di rispetto dei diritti dei lavoratori.

Abbiamo chiesto una semplificazione immediata da discutere al Consiglio del 26 febbraio e da implementare il prima possibile con la sospensione di tutte le sanzioni connesse alla condizionalità per quest'anno di emergenza.

Ma tra le richieste avanzate nel corso del vertice con le istituzioni comunitarie – continua la Coldiretti – ci sono anche la deroga agli aiuti di stato con un framework dedicato da usare anche per la moratoria sui debiti; l’incremento delle risorse per la Pac anche in prospettiva futura.

Ma Coldiretti sollecita anche il blocco del trilogo sulla direttiva packaging per valutare nuovo studio di impatto; la ridiscussione in parlamento della direttiva Ied sulle emissioni industriali in occasione del trilogo per il mantenimento dello status quo anche polli e suini; la semplificazione dell’etichetta per il vino tramite Qr code; la sospensione dell’accordo Mercosur; l’implementazione della declassazione dello status del lupo come specie protetta.

Prandini ha annunciato anche che il 26 febbraio la Coldiretti manifesterà a Bruxelles per ottenere risposte rispetto alle esigenze degli agricoltori italiani in occasione della presentazione della nuova proposta sulla Pac.

L’iniziativa segue la protesta del 1° febbraio scorso quando oltre un migliaio di agricoltori della Coldiretti avevano invaso pacificamente piazza in Place du Luxembourg, di fronte al Parlamento europeo.

Nell’occasione il presidente della Coldiretti aveva incontrato i vertici delle istituzioni comunitarie a partire dalla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, ottenendo il ritiro della direttiva agrofarmaci che avrebbe messo a rischio il 30% delle produzioni agricole Made in Italy.

Redazione Cuoreeconomico
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