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28/03/2023

Giansanti (Confagricoltura): “Nuova Pac non tutela la produttività, più fondi per contratti di filiera”

(Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura)

Il presidente di Confagricoltura a CUOREECONOMICO: “La politica comunitaria non tiene conto degli scenari cambiati. Il 2023 sarà un anno complesso, pesa ancora la guerra ma è importante la spinta all’internazionalizzazione. Affrontare con forza il tema della siccità”

L’agricoltura è da sempre uno dei motori che trainano l’economia italiana, ma lo scenario socio-economico con tutte le conseguenze da esso derivate è profondamente cambiato, col risultato che oggi molte imprese si trovano a fare i conti con rincari imprevisti che minano la redditività, ma anche la capacità di investimento.

Un quadro che fa a pugni con la necessità di una nuova agricoltura, sempre più rispondente ai criteri di sostenibilità, che richiede invece innovazione, sia sul fronte delle tecnologie che su quello delle tecniche.

Di tutto questo, ma anche del contesto specifico italiano, CUOREECONOMICO ha parlato col presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, il quale fotografa un futuro a tinte chiaroscure per il settore.

Il 2022 è stato un anno d’oro per l’agricoltura italiana con l’ennesimo record sull’export. Quali sono le prospettive del 2023, quali sono le spinte e quali i timori?

I risultati molto positivi dell’export agroalimentare italiano, che ha superato i 60 miliardi di euro, non devono distogliere l’attenzione dallo scenario globale: oggi il settore deve affrontare uno panorama complesso, con numerose incertezze causate dalle nuove sfide geopolitiche internazionali che hanno messo a nudo tutte le criticità relative all’insicurezza alimentare, ma anche energetica, aggravate dai cambiamenti climatici e da una siccità che preoccupa non solo le imprese agricole, ma tutta la popolazione.

Nel 2022 l’insicurezza alimentare sul piano globale ha determinato anche l’instabilità dei mercati delle commodities agricole e un aumento dei costi per l’alimentazione in tutta Europa. Anche se l’inflazione sembra aver superato il picco, prevalgono ancora incertezze e un ridotto potere d’acquisto delle famiglie, con effetti tangibili sui consumi.

Lo scenario economico per l'anno corrente è reso quindi ancora complesso dall'inflazione, dal rallentamento economico, dall'aumento dei tassi di interesse. Pesano inoltre le condizioni di grande incertezza legate alla guerra in Ucraina.

In questo contesto, Confagricoltura giudica importante il programma di attività strategica a supporto dell’internazionalizzazione presentato recentemente dalla Farnesina.

Un contributo fondamentale è stato assicurato dal Ministero delle imprese e da quello dell’agricoltura, che hanno tenuto conto delle esigenze di crescente coordinamento delle iniziative espresso dalle aziende agroalimentari, che hanno dimostrato, nonostante le difficoltà, di sapere esportare a ritmi superiori rispetto agli altri Stati membri Ue”.

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Che giudizio date della nuova Pac?

Non si tratta certo della riforma che Confagricoltura aveva auspicato. Siamo stati i primi a prendere una posizione critica rispetto alla nuova Pac, a fronte di un contesto economico totalmente cambiato.

Da oltre due anni viviamo una situazione di profonda incertezza e di instabilità dei mercati a causa di molteplici fattori: dagli effetti del conflitto, al rincaro dei costi, alle conseguenze sempre più evidenti del cambiamento climatico.

Sono incerte anche le prospettive della globalizzazione, ma risulta già evidente che la copertura del fabbisogno di prodotti essenziali non può più essere affidata a terzi.

In questo quadro, la nuova Pac si conferma essere un complesso di disposizioni, quelle comunitarie almeno, che non vanno nella direzione di un potenziamento della produttività e della tutela del reddito delle imprese agricole.

Quello che invece ci si sarebbe atteso a fronte delle perturbazioni di mercato e delle difficoltà degli operatori conseguenti proprio ad anni difficili tra pandemia, rincari e conflitto russo-ucraino”.

Siamo entrati nella fase di attuazione dei progetti del Pnrr: cosa vi attendete ed a che punto siamo sul fronte della transizione ecologica e digitale? Temete che i rincari e la necessità del Governo di drenare soldi sull’emergenza bollette freni in qualche modo il percorso?

La transizione energetica procede anche nel nostro settore, ma occorre velocizzare il passo per centrare gli obiettivi fissati in ambito internazionale e dalla Ue Alcune novità di rilievo sono state introdotte con il recente Dl “Semplificazioni" e vanno nella direzione richiesta.

Al Governo abbiamo proposto alcuni ulteriori miglioramenti per le energie rinnovabili in vista della messa a punto dell'apposito capitolo energetico.

La crisi economica e il balzo in avanti dell'inflazione hanno reso indubbiamente più complicata la puntuale messa in opera del Piano.

Alcuni Stati Ue, tra cui la Germania, hanno chiesto e ottenuto alcune modifiche. Da parte nostra, alla luce delle adesioni ai bandi, abbiamo chiesto un aumento dei fondi per i contratti di filiera e per la logistica.

Uno sforzo maggiore, inoltre, va fatto per risolvere i problemi strutturali che rendono più pesante l'impatto della siccità. A riguardo abbiamo proposto al governo un ‘piano acqua’ che vada oltre l’emergenza, a favore di una pianificazione strategica”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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