Giansanti (Confagricoltura):'Chiediamo al Governo una strategia di lungo termine per sostenere il primo comparto economico italiano’

Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura
In un contesto di nuovi equilibri geopolitici ed economici come i territori si stanno riorganizzando per evitare ripercussioni irreversibili.
La ‘guerra USA dei Dazi’ (con l’accordo al 15%); i conflitti mondiali che sembrano in stallo e con alle porte una manovra finanziaria con pochissimi margini di azione (anche in considerazione dell’alto debito pubblico che ha superato i 3.000 mld di euro), quali potranno essere le prospettive? E poi ancora: manovra finanziaria: su quali fattori il Governo dovrà incidere per dare fiato ad un’economia che sta tornando alla crescita ‘zerovirgola’ anche considerando che l’effetto trascinatore del PNRR fra qualche trimestre finirà?
Su questi temi CUOREECONOMICO ha invitato ad intervenire gli stakeholder socio-economici nazionali e dei ‘territori’ per avere un primo quadro di proposte da offrire ai nostri lettori e alla classe politica nazionale e delle regioni.
‘Siamo pressati da un contesto globale estremamente complesso, acuito da nuove tariffe e con prospettive che è difficile delineare. L’agroalimentare italiano ed europeo è in bilico e richiede interventi strutturali da parte dell’Ue per i comparti più colpiti.
Sul fronte interno si sta vivendo una fase pericolosa per la tenuta delle aziende agricole.
Al governo abbiamo dato spunti per delineare le strategie necessarie a garantire alle imprese maggiore competitività e non subire le dinamiche internazionali, ma ci servono risposte concrete, tenuto conto che tra poco non ci saranno più le risorse del PNRR.
Per continuare a costruire un modello agricolo sostenibile, già con la prossima manovra, occorre affrontare il tema della logistica delle nostre produzioni, con ulteriori investimenti, infrastrutture adeguate all’economia attuale, un accesso più semplice alla manodopera, solidità e stabilità nelle relazioni commerciali.
Riconosciamo al governo grande attenzione al settore, ma chiediamo una strategia a lungo termine, oltre la logica dell’emergenza.
Ricordiamoci che l’agroalimentare italiano vale 670 miliardi, primo comparto del Paese, con 70 miliardi di export e la capacità dell’agricoltura italiana di essere prima per valore aggiunto’.
Di Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura
(Riproduzione riservata)










