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15/01/2024

Giussani (Confesercenti Veneto): “Fare rete per essere più resilienti in questa fase economica complessa”

(Cristina Giussani, presidente di Confesercenti Veneto)

La presidente dell’associazione a CUOREECONOMICO: “Bisogna promuovere sinergie virtuose tra i diversi settori per affrontare i momenti di incertezza economica. Queste difficoltà non devono spaventare le Pmi, ma anzi devono rappresentare un’occasione preziosa per imparare a navigare nella tempesta”

Un approccio sinergico e collaborativo tra diversi settori è la carta vincente per garantire un’offerta turistica di qualità.

A sottolinearlo è Cristina Giussani, presidente di Confesercenti Veneto, che ha spiegato a CUOREECONOMICO come, in questa fase economica particolarmente complessa, le Pmi debbano sforzarsi di mettere a fattore comune competenze e professionalità, realizzando sinergie virtuose per creare sul territorio una rete strutturata e trasversale ai diversi ambiti produttivi.

"La sfida è in particolare - secondo Giussani - quella di realizzare un’offerta di ampio respiro, che favorisca rimandi virtuosi tra attività alberghiere, ristoranti, tour organizzati, negozi di vicinato. Il tutto con l’obiettivo di offrire al turista un esperienza completa e variegata, capace di far dialogare tra loro i vari servizi.

Solo così si possono affrontare in modo efficace i momenti di difficoltà e di incertezza economica, che non devono spaventare le Pmi, ma anzi devono rappresentare un’occasione preziosa per imparare a “navigare nella tempesta”.

Come la pandemia, la crisi energetica e ora l’aumento del costo del denaro stanno impattando sulle imprese della regione?

Sicuramente abbiamo notato un forte calo dei consumi che di conseguenza ha impattato in modo negativo sulle Pmi del settore commerciale e turistico. L’inflazione è aumentata e i cittadini hanno meno soldi da spendere, per questo rinunciano alle spese non essenziali. Ciò ovviamente porta a un calo della domanda interna.

Prima ancora dell’aumento del costo del denaro l’emergenza energetica aveva inferto un colpo importante alle Pmi del territorio, gravando in modo particolare sulle aziende con i consumi maggiori.

Penso ad esempio alle attività del settore ristorazione che devono utilizzare frigoriferi per mantenere freschi i cibi. Queste imprese hanno avuto più difficoltà in quella fase di emergenza in cui i prezzi delle bollette erano saliti alle stelle. 

Tuttavia possiamo dire che, in generale le imprese del territorio si sono mostrate estremamente resilienti di fronte  a tutte queste difficoltà.

Un fattore che pesa non poco sulla propensione ai consumi, ma che spesso non viene considerato adeguatamente, è inoltre l’influenza emotiva dell’attuale situazione di incertezza - anche geopolitica - sui consumatori. Anche questo ha delle conseguenze negative importanti sulle scelte di acquisto delle persone.

La sfida, da questo punto di vista, è quella di accettare in modo costruttivo l’incertezza. I momenti complessi ci sono, ma non devono generare panico. Dobbiamo essere in grado di navigare nella tempesta, essendo consapevoli che rispetto ad altre zone del mondo siamo fortunati”.

Ci sono dei settori che resistono meglio e altri che soffrono di più?

Le attività che stanno resistendo meglio sono sicuramente  quelle più legate al turismo. In generale, dopo la pandemia, questo comparto ha avuto una forte ripresa. In Veneto abbiamo molto da offrire:  le città d’arte, tutte località del Garda, le Dolomiti, le spiagge della costa, zone che attraggono molti visitatori e fanno girare l’economia”.

Con la pandemia c’è stata un’accelerazione delle vendite online. Questo trend quali effetti ha avuto sulle piccole imprese commerciali venete?

Le vendite online, che hanno subito un’impennata in pandemia, purtroppo hanno contribuito a far morire moltissime piccole attività. In particolare il settore dell’abbigliamento è uno di quelli che ha sofferto di più. Io credo invece che l’acquisto di questi prodotti in presenza nei negozi di vicinato abbia tutta una serie di vantaggi.

I consigli di un commerciante di fiducia che magari conosce il cliente da anni rappresentano infatti un surplus da non sottovalutare.

Scegliere i piccoli negozi vuol dire promuovere il senso di comunità, vivere il territorio, favorire condivisione. Dobbiamo supportare il più possibile le piccole attività, perché far chiudere questi negozi vuol dire anche far morire i centri urbani.

Detto questo, il canale digitale non va demonizzato, anzi va sfruttato al meglio, soprattutto dal punto di vista comunicativo. Offrire un prodotto di qualità è importante, ma bisogna andare oltre e saperlo promuovere in modo efficace con una comunicazione mirata”.

Come concretamente secondo i piccoli commercianti possono iniziare a declinare meglio gli aspetti legati alla comunicazione?

Oggi ci sono moltissimi strumenti a disposizione per realizzare una comunicazione vincente. Si possono allestire delle vetrine in modo particolare, si può scegliere di sfruttare i social network o di avere un sito internet accattivante. Si tratta di una scelta che ha risultati concreti in termini di aumento di fatturato.

Per gestire al meglio la comunicazione è necessario però avere le giuste competenze. Questo non è un ambito in cui si improvvisa. Bisogna far comprendere alle imprese che investire in queste attività non è uno spreco di denaro.

Spesso infatti molte Pmi hanno prodotti di eccellenza che, a causa di una comunicazione poco efficace, non riescono a essere intercettati in modo efficace dai consumatori”.

Un settore chiave per la regione è quello del turismo. Come avete accolto la recente legge che disciplina la professione delle guide turistiche? 

Credo che sia importante la presenza di una regolamentazione, perché in questo modo si dà un riconoscimento e un vantaggio ai professionisti seri, che lavorano correttamente.

La legge è uno strumento ulteriore per certificare la qualità dei servizi offerti. Credo che dovrebbe essere esteso anche ad altri ambiti”.

In concreto come associazione come vi state muovendo per supportare le Pmi del territorio in questa difficile fase economica?

Innanzitutto stiamo supportando le imprese nella partecipazione ai diversi bandi regionali o europei. Per cercare di rendere maggiormente resiliente il tessuto delle Pmi del territorio stiamo inoltre cercando di favorire la creazione di una rete tra aziende, in un’ottica di collaborazione sinergica e trasversale tra diversi settori.

La sfida è quella di guardare sempre oltre, con uno sguardo più ampio e aperto possibile, creando sinergie virtuose, anche tra diversi ambiti”.

In tema di transizione ecologica e digitale invece a che punto siamo?

Il digitale è un tema su cui l’interesse delle nostre imprese è in continua crescita. Basti pensare che il 90 percento dei bandi per cui si candidano è dedicato a questo ambito.

Da questo punto di vista la pandemia ha dato una forte accelerata. In concreto questo vuol dire che sempre più imprese si sono servite di soluzioni gestionali per la loro attività, oppure hanno messo in piedi delle piattaforme web per promuovere i loro prodotti e servizi.

Quando escono, ad esempio, i bandi della Camera di Commercio o quelli della Regione Veneto sulla digitalizzazione registriamo sempre un elevato numero di richieste. Noi come associazione supportiamo le imprese nelle diverse procedure burocratiche.

Sono bandi che a volte mettono a disposizione risorse a fondo perduto o parte a fondo perduto e parte a tasso agevolato. Si tratta di un aiuto importanti per piccole realtà come le nostre, con cui si possono fare molte cose”.

Qual opportunità rappresenta il Pnrr per il vostro comparto?

Non vedo ricadute specifiche immediate per il nostro comprato. Tuttavia il piano mette a disposizione ingenti risorse per grandi progetti infrastrutturali o per la realizzazione di impianti rinnovabili.

Tutto questo ha ricadute positive a cascata sul territorio, in quanto può consentire di avere trasporti efficienti e favorire il turismo oppure, per quanto riguarda le rinnovabili, può far accelerare la diffusione di  un approvvigionamento energetico più sostenibile e vantaggioso economicamente”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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