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29/09/2023

Gli industriali di Italia, Francia e Germania fanno rete: “Rafforzare la competitività dell’Europa”

(Carlo Bonomi, presidente Confindustria)

In una dichiarazione congiunta, le associazioni degli industriali dei tre Paesi chiedono di creare "un quadro normativo favorevole alle imprese"  e di "decarbonizzare l'industria europea e fornire soluzioni per una transizione verde di successo"

Le associazioni degli industriali di Italia, Germania e Francia (Confindustria, Bdi e Medef) hanno firmato a Berlino una "dichiarazione congiunta" in cui chiedono a Commissione Ue e rispettivi governi nazionali di "rafforzare la competitività e l'unità dell'Europa" compiendo "più ampi sforzi" fra l'altro nel perseguire "una maggiore autonomia strategica", finanziare la "transizione verde" e creare "un quadro normativo favorevole alle imprese". E' quanto emerge dal testo del documento.

Le firme sono state apposte ieri dai presidenti delle tre associazioni - Carlo Bonomi per Confindustria, Siegfried Russwurm (Bdi) e Patrick Martin (Medef) - al termine della prima delle due giornate del "5, Business Forum Trilaterale", il principale meccanismo di raccordo tra le industrie dei Italia, Germania e Francia, i pesi massimi economici dell'Ue.

La cerimonia delle firme si è svolta alla presenza del ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, ed è stata ospitata presso l'ambasciata d'Italia a Berlino dall'Ambasciatore Armando Varricchio.

La dichiarazione si articola in tre punti, con richieste di "rafforzare" sia "la sicurezza economica dell'Europa", sia "la politica industriale per una maggiore autonomia strategica e sicurezza economica" e "migliorare la competitività attraverso un quadro normativo favorevole alle imprese".

Circa a la politica industriale, le tre organizzazioni chiedono di "decarbonizzare l'industria europea e fornire soluzioni per una transizione verde di successo", "affrontare la sfida competitiva della tecnologia e dell'innovazione", "rafforzare l'industria europea della difesa" e "promuovere il commercio internazionale".

Disegnare condizioni favorevoli

Nella loro dichiarazione congiunta firmata a Berlino, Confindustria, Bdi e Medef chiedono alla Commissione europea e ai governi di Italia, Germania e Francia di "migliorare la competitività attraverso un quadro normativo favorevole alle imprese".

"Negli ultimi anni, le opportunità di investimento delle imprese nei nostri Paesi sono state fortemente limitate da un elevato numero di nuovi regolamenti e da procedure amministrative sempre più onerose, in contrapposizione all'esigenza di un quadro normativo favorevole alla crescita", premette il documento a questo proposito.

"In cinque anni, l'Unione Europea ha imposto alle imprese europee 5.422 pagine di testi aggiuntivi e 850 nuovi obblighi", viene ricordato.

"La complessità amministrativa continua a crescere nell'Unione Europea, rendendo il clima per gli investimenti dell'UE molto meno favorevole rispetto ai nostri concorrenti globali e aumentando significativamente i costi di conformità per le aziende", lamentano ancora le tre associazioni.

Più finanziamenti alla transizione verde

"Per affrontare le sfide competitive di una transizione verde di successo saranno necessari maggiori sforzi finanziari": lo evidenzia la dichiarazione congiunta di Confindustria, Bdi (la Lega federale dell'industria tedesca) e Medef (il Movimento delle imprese francesi).

"Gli approcci politici previsti dal piano industriale Green Deal, dalla Legge sull'industria a zero emissioni, da REPower EU, dalla Legge sulle materie prime critiche e da numerosi altri provvedimenti devono essere accompagnati e sostenuti da adeguate risorse finanziarie", si afferma nella dichiarazione.

"La promozione degli investimenti nel quadro della nuova Legge sui CHIPS deve essere attuata correttamente. Nell'attuale revisione del quadro finanziario a medio termine, si dovrebbero concordare finanziamenti aggiuntivi per gli investimenti strategici ed evitare tagli ai programmi esistenti", viene aggiunto fra l'altro.

Redazione Cuoreeconomico
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