Gronchi (Confesercenti Toscana): “Il Pnrr è un’occasione storica, ma occorre una burocrazia efficiente”

(Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana)
Il presidente degli esercenti toscani: “Dopo l’alluvione tante imprese necessitano di risorse, bisogna snellire le procedure per farle arrivare in fretta o non serviranno più a nulla. Lo stop all’aumento del costo del denaro è ancora prematuro da valutare, dopo un anno di forte inflazione”
Dopo le alluvioni dello scorso dicembre tra Prato e Pistoia quasi 800 imprese coinvolte nel commercio e nel turismo.
Così Cgil Toscana, Cisl Toscana e Confesercenti Toscana hanno sottoscritto un patto comune a sostegno dei lavoratori e delle attività economiche situate nelle zone colpite.
Per i lavoratori è previsto un contributo fino ad un massimo di 2.500,00 euro per il ripristino dell’abitazione, per la sostituzione degli elettrodomestici e per la riparazione dei veicoli non coperti da assicurazione, mentre per le imprese è previsto un contributo fino ad un massimo di 5.000 euro per le spese relative a perizie di agibilità, alla messa in sicurezza dei locali dell’impresa, alla sostituzione delle attrezzature, e al ripristino dei locali o dei veicoli aziendali.
Presidente Gronchi, come valuta l’impegno della Regione negli aiuti alle imprese colpite?
“La Regione si è mossa nei limiti delle proprie possibilità, ma oltre alle risorse penso che la burocrazia faccia la differenza e mi auguro che si possano mettere gli enti locali nelle migliori condizioni per fare in modo che gli aiuti non diventino dei sassi nello zaino. Oggi tante imprese necessitano di risorse, ma dovessero arrivare tardi serviranno a ben poco”.
Pensa che vada posticipato l’inizio dei saldi?
“Abbiamo chiesto formalmente lo spostamento, ma non tutti i commercianti sono d’accordo e con lo strapotere del commercio online la strada è ancora in salita.
Penso che si debba cambiare l’attuale sistema dei saldi perché risulta ormai vecchio e puntare su altre soluzioni, sfruttando le festività come opportunità commerciali”.
Venendo agli interventi del Governo, pensa che la Manovra abbia dato gli effetti sperati?
“Sì e no, nel senso che il Governo ha fatto scelte pragmatiche ma in un contesto di incertezza e di ristrettezza economica.
Bene le misure sul cuneo fiscale così come la norma sui dehors che avevamo chiesto, ma politiche come il carrello tricolore hanno avuto una valida limitata perché con la fine dei sostegni economici i beni di prima necessità sono nuovamente aumentati”.
Sul Pnrr qual è il suo giudizio sui progetti finora promossi?
“Credo che la Commissione europea abbia fatto bene a accettare le modifiche proposte dal Governo. La sfida è grande e i progetti possono migliorare il nostro Paese e dare una spinta sotto l’aspetto economico.
I ritardi possono causare problemi. Dettoquesto, è anche vero che i comuni dispongono di altri fondi come Fondo europeo di sviluppo regionale che ammonta a 2,3 miliardi di euro. Vedremo”.
Ora che la Bce ha imposto un limite all’aumento del costo del denaro vi sentite rassicurati per il futuro?
“Gli effetti si vedranno del lungo periodo perché dopo un anno di inflazione dovuto all’esplosione dei prezzi delle materie prime e dell’energia, anche i rapporti con le banche ne hanno risentito e per le famiglie è stato più difficile pagare le rate di mutuo e per le imprese tuttora è difficile chiedere nuovi prestiti. L’inflazione è scesa ma senza grandi riduzioni e i costi di produzione sono ancora alti”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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