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04/09/2023

Gros-Pietro (Intesa Sanpaolo): "Tassa su extraprofitti avrà basso impatto su banche"

(Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo)

Il numero uno dell'istituto di credito, parlando a Bloomberg, ha sottolineato come la ricaduta sarà inferiore al miliardo: "Cedola sarà comunque buona, nessun problema per l'Italia se il mercato sarà competitivo. Il Pil in calo? Viene da lontano, torneremo a crescere"

Intesa Sanpaolo stima che la tassa sugli extraprofitti delle banche avrà un impatto inferiore al miliardo di euro sui suoi conti. Lo ha detto il suo presidente, Gian Maria Gros-Pietro, intervistato da Bloomberg Tv, in occasione del Forum Ambrosetti.

Per quanto riguarda la cedola "se abbiamo meno utili, avremo anche dividendi più bassi", alla luce della politica di Intesa che prevede la distribuzione (pay-out) del 70 percento dei profitti. Ciononostante, ha rassicurato Gros-Pietro, "la cedola sarà buona in ogni caso".

Banche solide, continueranno acquisti del debito pubblico italiano

"Se vengono prelevati dei fondi o del capitale dalle banche certamente qualche effetto ci sarà - Ma non credo ci saranno risultati allarmanti perché le banche italiane sono solide", sottolinea il numero uno di Intesa Sanpaolo rispondendo alla domande se con la tassa sugli extra-profitti si corra il rischio che alcune banche alzino il costo di alcuni servizi o riducano i dividendi.

"L'importante è che il mercato sia competitivo e sta già reagendo positivamente" tanto che "aumentano le remunerazioni dei depositi a tempo", aggiunge Gros-Pietro, che poi parla  anche dei

titoli di Stato e alla domanda se gli istituti italiani continueranno ad acquistarli risponde: "le banche hanno sempre sottoscritto il debito pubblico italiano". Poi ricorda: "Intesa Sanpaolo è uno dei maggiori creditori dello Stato italiano".

E lancia un monito: "Più che la tassa, la comunicazione ha un poco disorientato gli investitori e quindi è importante che gli investitori capiscano cosa vuole fare l'Italia nel prossimo futuro".

Quanto al tema delle modifiche "è un argomento che riguarda esclusivamente il mondo politico. In particolare il Parlamento che ha due mesi di tempo per approvare il decreto".

Pil: calo viene da lontano, tornerà a crescere

Parlando della frenata del Pil, confermata dall'Istat, il presidente di Intesa Sanpaolo ha affermato che "viene da lontano, dalla Cina che a sua volta ha creato una difficoltà per la Germania che è molto esposta", mentre l'Italia è "molto meno" esposta, perché "ha dei mercati più distribuiti geograficamente come settori". Per l'anno prossimo - ha aggiunto - ci si aspetta una crescita del Pil dell'1 percento.

Gros Pietro ha commentato anche le recenti indicazioni arrivate dai banchieri centrali dal meeting di Jackson Hole, affermando "è chiaro che stanno pensando a quando dovranno smettere di alzare i tassi e a quando dovranno cominciare a ridurli", ma l'obiettivo resta quello di "fermare l'inflazione che è la più ingiusta delle tasse".

Redazione Cuoreeconomico
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