ven 30 gen 2026

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Guidotti (Legacoop Basilicata): “Area marina protetta leva per il Meridione, investire su biodiversità”

(Innocenzo Guidotti, Presidente della Legacoop Basilicata)

Il presidente della cooperazione lucana a CUOREECONOMICO: “Realtà come queste sostengono l’economia locale, mantengono il mare sano e vivo, attirano un turismo responsabile e danno così impulso ad economie locali. Blue economy strategica per tutto il sistema produttivo nazionale”

Nelle ultime settimane stiamo assistendo ad un grande dibattito sulla tutela, valorizzazione e promozione delle opportunità economiche legate al mare in Basilicata.

Un’occasione che la Legacoop Basilicata sta promuovendo per rilanciare l’attenzione sulle nuove dinamiche lavorative sostenibili e innovative per la Basilicata e il resto d’Italia.

Durante il corso dell’estate, in occasione dell’arrivo della Goletta Verde a Scanzano Jonico, le associazioni locali hanno rilanciato la necessità di una strategia volta a rafforzare le aree protette dell’intero Arco Jonico, al fine di tutelare e valorizzare le risorse naturali, ambientali, archeologiche e agroalimentari di Puglia, Basilicata e Calabria, rafforzando le aree protette sia terrestri che marine.

Il convegno promosso da Legacoop Basilicata, intitolato “La sostenibilità dello Jonio Lucano”, recentemente tenutosi a Policoro, ha sancito l’importanza dell’ampliamento delle aree marine protette del Mediterraneo.

Attraverso l’istituzione di nuove aree protette, anche la Basilicata può raggiungere l’obiettivo di tutelare, entro il 2030, il 30 percento delle aree marine e terrestri, adempiendo così agli obiettivi climatici e della transizione ecologica posti dalla Commissione europea attraverso il Next generation EU e stabiliti dalla Strategia europea e nazionale per la biodiversità, sviluppando nuove opportunità occupazionali.

Nel tentativo di comprendere come l’economia del mare possa divenire un volano di crescita per le realtà meridionali e per la stessa Basilicata, intervistiamo Innocenzo Guidotti, Presidente della Legacoop Basilicata.

L’area marina protetta conviene a tutti. Benefici per la pesca, l’ambiente e il turismo, garantiscono gli esperti recentemente riuniti dalla Legacoop Basilicata all’Oasi WWF di Policoro. Possiamo approfondire?

È noto che le aree marine protette rappresentano strumenti preziosi per affrontare le grandi sfide dello sviluppo sostenibile e, di conseguenza, per partecipare all’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, in particolare dell’obiettivo 14.

Anche dalla nostra iniziativa è emerso, attraverso il racconto dei luoghi in cui sono state attivate, come le aree marine protette  salvaguardino specie ed ecosistemi fragili, forniscano risorse economiche e culturali, proteggano le coste e aiutino a combattere gli effetti del cambiamento climatico.

Istituire un’area marina protetta è, in definitiva, il miglior modo per tutelare e proteggere il mare. Il suo ruolo è vitale sia per puntare a una crescita e a uno sviluppo ecosostenibile, sia per garantire una pacifica convivenza tra gli operatori che ne usufruiscono. Le aree marine protette, infatti, sostengono l’economia locale, mantengono il mare sano e vivo, attirano un turismo responsabile e danno così impulso ad economie locali.

Non a caso, a farsene con noi promotrice nell’area jonica lucana è la cooperativa di pescatori Nereide, un’esperienza locale di pesca artigianale composta da lavoratori che hanno un attaccamento passionale al loro lavoro e al loro mare, che portano avanti le tradizioni e il mestiere appresi generazione dopo generazione per sostenersi, nel rispetto dell’ambiente e dei luoghi.

L’area marina protetta consentirebbe infatti di preservare il patrimonio culturale, la storia e la vita quotidiana di comunità intere, oltre a rafforzare il monitoraggio e l’applicazione delle normative”.

Perché è importante promuovere l’economia del mare e le tante sfaccettature della blue economy per il sistema economico nazionale e meridionale?

La blue economy riguarda tutte le attività economiche correlate agli oceani, ai mari e alle coste. Riguarda sia settori che ad oggi contribuiscono attivamente all’economia blu, sia settori emergenti e innovativi, cioè quelli che hanno un elevato potenziale per lo sviluppo sostenibile perché provano a prendersi cura del patrimonio e delle riserve naturali esauribili, puntando così a una crescita economica nel rispetto dell’ambiente e dei suoi limiti.

L’Unione Europea ha riconosciuto una propria strategia per un’“economia blu sostenibile” nella convinzione che tutela dell’ambiente e economia, non sono in contrapposizione, ma rappresentano il connubio indispensabile per la crescita. Anche la cooperazione ne è da sempre convinta: è una forma di impresa che si radica e attecchisce nei territori, ovvero nei luoghi che i cooperatori abitano e di cui sono i primi difensori.

L’ambiente è prima di tutto il loro ambiente, e ne nutrono rispetto perché è il luogo in cui vivono le loro famiglie. Il mare non fa eccezione: unisce settori e tradizioni diverse in un tessuto imprenditoriale diffuso che può essere una leva straordinaria per il rilancio dell’Italia e soprattutto del Meridione”.

Che proposte state sostenendo per incentivare ricerca, finanziamenti e nuovi progetti per la tutela e lo sviluppo economico del Mediterraneo?

Attraverso una virtuosa collaborazione con università e istituti di Ricerca, Legacoop Basilicata ha avviato sperimentazioni e ricerche, finanziati dal Fondo Feamp 2014/2020, per migliorare il livello trofico delle acque dello Jonio e quindi la pescosità di questo mare, da una parte attraverso l’utilizzo di biopromotori e dall’altra mediante l’installazione di tecnoreef, ovvero di strutture che impediscono la stagnazione dell’acqua del mare e favoriscono il ripopolamento della fauna ittica. Inoltre abbiamo presentato un progetto di filiera, insieme con altre tre regioni (Sardegna, Calabria e Puglia) per la valorizzazione del cefalo.

Il progetto, approvato ma non rientrante nella dotazione finanziaria al momento disponibile, ha l’ambizioso obiettivo di creare un processo virtuoso di economia circolare partendo da una specie che abbonda nelle nostre acque ma che ancora non è opportunamente apprezzata dal mercato”.

L’innovazione tecnologica proveniente dalla ricerca marina può aiutare l’agricoltura? Come poter conciliare questi due mondi apparentemente lontani ma concretamente vicini?

Un esempio su tutti. La carenza idrica e la gestione della risorsa idrica rappresenta uno dei più grandi problemi in agricoltura.

Bene, la ricerca marina può contribuire allo sviluppo di tecnologie per la desalinizzazione dell'acqua marina, rendendo disponibile una fonte d'acqua dolce in aree agricole aride o con scarsità d'acqua. Questa tecnologia può aiutare a risolvere problemi di irrigazione nelle regioni agricole. Non è poco”.

Di Domenico Letizia
(Riproduzione riservata)

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