I sindacati al Governo: "Lavoro precario, caro-bollette e inflazione: pronti a collaborare"

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Landini, Sbarra e Bombardieri: "Esecutivo sarà giudicato solo cosa farà". Cavallaro (Cisal): "Attenzione anche ai giovani"
"Giudicheremo il governo per quello che farà. Ci attendiamo di essere coinvolti e che prima di prendere le decisioni discuta con i sindacati e con il mondo del lavoro.
Ci aspettiamo che dia risposte concrete ai problemi che ci sono, a partire dall'emergenza bollette, dai redditi e dalle pensioni, dalla troppa precarietà".
Così dopo l'insediamento del nuovo Governo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
"Sarebbe un grave errore se pensasse di affrontare i problemi contro il mondo del lavoro o senza coinvolgerlo. Se ci ascolterà avrà il nostro consenso, se andrà da un'altra parte, diferenderno come sempre le nostre posizioni".
Sulla stessa linea anche le altre due forze sindacali confederali. "Auguri buon lavoro al nuovo governo. Il Paese ha bisogno di risolvere molti problemi e su questi siamo pronti a dare il nostro contributo e le nostre proposte.
Abbiamo già da tempo presentato tre piattaforme unitarie su lavoro, pensioni e fisco. Siamo pronti a confrontarci col governo appena ci chiamerà. Verificheremo i fatti".
Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Oggi "c'è troppo lavoro precario, sottopagato e poco sicuro: 1.200 morti l'anno. Questi sono i temi che porteremo al nuovo ministro del Lavoro, aspetteremo le sue idee e ci confronteremo", aggiunge.
"Dobbiamo insieme costruire un governo dell'emergenza" per far fronte "all'escalation dei prezzi energetici alimentari e all'erosione del potere d'acquisto.
Dobbiamo ridurre l'inflazione ed evitare una nuova recessione: ecco perché l'obiettivo è governare l'emergenza e costruire insieme nel dialogo sociale, nella partecipazione e condivisione una prospettiva di medio lungo periodo per il Paese facendo leva sulla crescita, sul rilancio degli investimenti, sulla difesa e l'aumento dei posti di lavoro".
Così il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.
(Francesco Cavallaro, segretario generale Cisal)
Si è espresso anche il segretario generale Cisal Francesco Cavallaro.
"In una situazione così allarmante, dove il rischio abnorme ricade sulla produzione e sull’occupazione, senza un rafforzamento ed un ampliamento di interventi concreti ed immediati, i pericoli dietro l'angolo potrebbero chiamarsi cassa integrazione, licenziamenti e mancati rinnovi.
Dunque occorrono, senza indugio, interventi che mettano più soldi in tasca a famiglie, lavoratori e pensionati e che supportino le imprese.
Facciamo attenzione a non tralasciare i giovani. Perché è necessario evitare la fuga all'estero delle nuove generazioni. Dare un futuro ai nostri ragazzi significa dare un futuro all'Italia.
Come una priorità deve anche essere la sicurezza sul lavoro. Lavorare non può significare mettere e rischio la propria vita. È inaccettabile.
Servono interventi urgenti e mirati. Servono più controlli. Serve investire di più in formazione e prevenzione. Perché la sicurezza non è un costo ma un investimento.
Non da ultimo, le pensioni. Il sistema previdenziale italiano ha bisogno di una vera e propria riforma dell’attuale quadro normativo profondamente inadeguato, figlio, nei propri aspetti deteriori, delle riforme Dini e Fornero.
La nostra valutazione sul nuovo Governo riguarderà esclusivamente la sua capacità di dare risposte. Risposte agli Italiani, fiaccati da anni di pandemia e rincari".
Redazione Cuoreeconomico
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