gio 09 apr 2026

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IDENTITÀ. Sardegna, un’isola da vivere tutto l’anno. Cuccureddu: “Azioni di marketing per promuovere i borghi certificati e le produzioni locali”

(Franco Cuccureddu, assessore al turismo, artigianato e commercio Regione Sardegna)

Una Sardegna da vivere tutto l’anno, con un’offerta culturale ricca e varia, fruibile da tanti, ma soprattutto esperienziale. Non più una meravigliosa isola da godersi solo nei mesi estivi, ma una terra dove anche le giovani generazione possono vivere e lavorare grazie a innovativi progetti di marketing.

A spiegare le strategie e le azioni concrete per promuovere l’isola dei quattro mori è l’assessore assessore al turismo, artigianato e commercio della Regione Sardegna Franco Cuccureddu in una intervista esclusiva a CUOREECONOMICO.

Quali strategie state realizzando per promuovere un turismo che valorizzi i territori senza compromettere la qualità della vita delle comunità locali e l’identità dei luoghi?

Ad un notevolissimo incremento delle presenze nel 2024 rispetto al 2023 (+15%) è corrisposto, ed è una piacevole novità, un incremento molto più marcato nei mesi di ottobre (+45%), novembre (+24% e dicembre (+25%). Non siamo interessati ad un semplice aumento delle presenze ma a realizzare una strategia che si basi su diversi pilastri: a) destagionalizzare le presenze, grazie ad un ricco cartellone di eventi attrattivi, quali le feste di Natale/Capodanno, che già a fine 2024 hanno conseguito numeri assai importanti in tutta la Sardegna, con proposte di spettacoli e feste che hanno attirato un pubblico eterogeneo (giovanissimi, famiglie, gruppi), candidando la Sardegna a meta del turismo per le festività di fine anno; b) aumentare considerevolmente le fiere a cui partecipa la Regione e molti operatori (strutture alberghiere ed extra, DMC, incoming tour operator e servizi per gli ospiti), portandole da 8 a 29 nel 2025, con riguardo a quelle internazionali (es. USA, tutta Europa, EAU, Argentina e America Latina e altri paesi) poiché gli italiani scelgono la Sardegna soprattutto d’estate; c) promuovere bandi ed accordi strategici per l’aumento di nuovi collegamenti aerei; d) mettere in connessione la promozione turistica con le identità e le produzioni tradizionali sarde, dall’unicità dell’artigianato artistico alle eccellenze eno-gastronomiche, tutelando i paesaggi e l’ambiente, con una forte collaborazione con i Comuni.

In che modo il turismo può diventare un’opportunità concreta per contrastare lo spopolamento, in particolare nei piccoli borghi e nelle aree interne, e favorire il ritorno o la permanenza dei giovani?

L’assoluta prevalenza del prodotto balneare ha portato ad una eccessiva concentrazione dei flussi turistici, essenzialmente nei tre mesi estivi. Questo non invoglia i giovani ad intraprendere la strada della formazione nel settore turistico. Per questo stiamo lavorando per promuovere e commercializzare tanti altri prodotti turistici, complementari od alternativi al balneare, capaci di far percepire la Sardegna come un’isola accogliente ed interessante in tutte le stagioni. La valorizzazione dei borghi certificati è un obiettivo strategico, che stiamo perseguendo, con l’istituzione del registro dei Borghi caratteristici della Sardegna, cui sono legate azioni infrastrutturali e di marketing. Cogliendo l’occasione del 700° anniversario della fondazione del Regno di Sardegna, abbiamo messo in campo un’azione, anche stavolta sia infrastrutturale che di marketing, rivolto al target del turismo culturale, dedicato alla 7 Città Regie. Vi sono poi un’altra sere di azioni mirate al turismo slow, che passa per la promozione della rete escursionistica regionale, gli 8 cammini religiosi riconosciuti, le 7 destinazioni di pellegrinaggio, che coinvolgono moltissimi comuni sardi e non più soltanto quelli costieri.

Inoltre nei vari bandi (es. albergo diffuso) stiamo prevedendo premialità ed incentivi alle infrastrutture di massima accessibilità e sostenibilità ambientale, per migliorare le condizioni di sicurezza, qualità e limitazione degli impatti, secondo i parametri ESG con un dialogo aperto di tutti gli stakeholder e la creazione di una DMO regionale, che poi si articoli sui livelli territoriali. Una ulteriore linea di azione è costituita dagli incentivi per il miglioramento delle strutture ricettive e di accoglienza, per digitalizzare i processi di promo-commercializzazione e per assicurare la massima connettività nei piccoli borghi per favorire sia i “nomadi digitali” che gli ospiti di lunga durata, interessati alla buona longevità ed alla qualità della vita in Sardegna, grazie al loro coinvolgimento attivo in attività per entrare in contatto più profondo con il luogo, la sua cultura e le sue tradizioni. 

Come state affrontando la sfida della sostenibilità dei flussi turistici, sia in termini di capacità infrastrutturale che di tutela del patrimonio culturale e ambientale, soprattutto in vista dell’estate 2025?

Sfruttiamo la lunga buona pratica della regionale sui grandi eventi per finanziare, con premialità nella bassa stagione, manifestazioni e cartelloni di eventi identitari, di spettacolo e sport, di cultura e folklore, tanto da avere un calendario mai vuoto e dalla forte caratterizzazione “esperienziale”, con la partecipazione diretta e congiunta del pubblico in attività come: escursioni in natura, viaggi culturali ed immersivi, lavorazione di prodotti dell’artigianato artistico locale, lavorazione di prodotti enogastronomici, partecipazione alla vita negli agriturismi. Questa differenziazione promuove un alleggerimento della pressione di arrivi in stagioni più affollate e più care per gli ospiti, a vantaggio di un’offerta ricca e varia, fruibile da tanti per godere di esperienze uniche e favorevoli. Il dialogo continuo con gli operatori culturali e turismo naturalistico e attivo, insieme alla collaborazione con i Comuni per limitare gli accessi alle aree più fragili e sensibili (sono 10 le spiagge a numero chiuso in Sardegna) vanno in combinazione con la valorizzazione degli oltre 20.000 beni culturali presenti in Sardegna, basata sull’elaborazione geolocalizzata degli arrivi e delle situazioni di overcrowding turistico.

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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