Idrogeno, Besseghini (Arera): "Frammentazione progetti Pnrr non aiuta transizione"

(Stefano Besseghini, presidente di Arera)
Intervenendo all'Hydrogen Forum del Sole 24 Ore, il presidente dell'autorità di regolazione per l'energia sottolinea come sia necessario uno sforzo comune per mettere in sicurezza il prossimo inverno: "Consolidare le politiche e gli investimenti messi in campo sull'onda dell'emergenza". Grassi, capo di gabinetto del commissario Ue avverte: "Abbiamo mappato fra i 500 e i 600 progetti fra ricerca e applicazione a livello europeo, ma solo il 10% di questi ha raggiunto la fase matura"
L'Italia guarda alla transizione ecologica mettendo in primo piano l'idrogeno. Ma per farlo occorrerà lavorare sodo. Occorre la collaborazione di tutti: dei cittadini, perchè proseguano i comportamenti virtuosi nel risparmio energetico, ma anche delle istituzioni, affinchè favoriscano il più possibile il processo, snellendo le autorizzazioni ed investendo seriamente nelle energie alternative.
Stefano Besseghini, presidente di Arera ne ha parlato all'Hydrogen Forum del Sole 24 Ore, sottolineando come "sul fronte energetico abbiamo messo in sicurezza l'inverno 2023, adesso dobbiamo lavorare sull'inverno 2024".
Besseghini aggiunge che "ancora oggi resta valido quell'invito al risparmio energetico e al contenimento dei consumi, che abbiamo un po' sofferto nell'inverno ma abbiamo ben fatto".
I prezzi sono scesi, ma ancora sono su valori relativamente alti. Per il presidente dell'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, bisogna inoltre "consolidare il lavoro fatto nell'emergenza sul cambio di assetto dei flussi energetici", che in questi due anni ha portato a recuperare "una centralità del Mediterraneo molto forte e un ruolo prevalente del gnl marginale".
"Sono aspetti su cui bisogna consolidare le politiche e gli investimenti messi in campo sull'onda dell'emergenza", dice Besseghini, citando i "rigassificatori, la capacità di diversificare le fonti di approvvigionamento e anche la possibilità di avere contratti gnl a lungo termine".
Equilibrio necessario per non compromettere i comportamenti virtuosi
A proposito di bollette e nuovi bonus, come quello ipotizzato dal Governo per le famiglie, basato sui consumi di luce e gas, Besseghini invita all'equilibrio "affinché non si rischi di disincentivare l'elettrificazione dei consumi, e tenendo in considerazione il fattore stagionale, per cui, un aumento dei consumi di gas potrebbe non dipendere da comportamenti non virtuosi".
"E' in corso una discussione congiunta con il Mef", aggiunge Besseghini, spiegando che "il problema di questi strumenti è che, se batte sull'elettrico, disincentiva l'elettrificazione dei consumi, se batte sul gas, bisogna tener conto del fatto che c'è una termica stagionale con cui confrontarsi in cui l'aumento dei consumi potrebbe essere non legato ai comportamenti non virtuosi dell'utente ma dalla situazione".
Per cui, "bisogna trovare un meccanismo capace di portare a casa l'obiettivo di riduzione dei consumi, ma senza disincentivare l'uso di strumenti che invece vogliamo favorire, come l'elettrico".
La frammentazione non aiuta il Pnrr
Besseghini sottolinea anche come “L’idrogeno ha un ruolo che si va definendo, ora la posizione dei regolatori sul tema è spingere con grande decisione a fare in modo che l’assetto consumo-generazione punti a un modello tecnico e di business per tenere in piedi il meccanismo. I progetti del Pnrr hanno forse sofferto di una frammentazione tipica italiana che sarebbe stato meglio evitare".
E aggiunge: "Come regolazione italiana abbiamo progetti per distributori del gas in cui è finito anche l’idrogeno, è un tentativo di replicare il modello già utilizzato per l’elettrico che ha già dato risultati, qui l’innovazione è già orientata a iniziative visibili soprattutto sulla regolazione.
In merito alle tempistiche, fra esperienze pilota e adozione su scala industriale, abbiamo un pattern evolutivo su cui si può fare qualche previsione, poi c’è l’attenzione alle accelerazioni tecnologiche che sono difficili da prevedere, ma che sono la vera scommessa competitiva”.
Grassi (Ue), la storia per il 2030 si scrive oggi
Al Forum ha preso parte anche Stefano Grassi, capo gabinetto del Commissario europeo all'Energia Kadri Simson, che sottolinea come proprio l'Europa ed in particolare l'Italia, stiano giocando un ruolo chiave in questa transizione: “Da Bruxelles vediamo un momento delicato per il futuro dell’idrogeno, la storia del 2030 si scrive oggi, nel 2023 la speranza è che la storia si scriva in Europa e in Italia.
Finora abbiamo mappato fra i 500 e i 600 progetti fra ricerca e applicazione a livello europeo, ma solo il 10% di questi ha raggiunto la fase matura e il punto di investimento. La maggior parte dei progetti dovrà decidere entro 2-3 anni se diventare operativa e avere i finanziamenti", dice Grassi.
"L’Europa è partita bene, ma altri competitor stanno scaldando i motori, se non stiamo attenti rischiamo di restare indietro perché ci sono programmi ambiziosi in India, Cina, Giappone e in Usa. Il rischio è che gli investimenti previsti per l’Europa non si materializzino e trovino condizioni migliori altrove”.
Di Emanuele Lombardini
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