Il caro-energia è costato quasi 24 miliardi alle Pmi italiane

(Marco Granelli, presidente di Confartigianato)
Il report di Confartigianato: prezzi al consumo superiori del 90 percento rispetto al 2019, a fronte di un aumento medio europeo del 42,4. Il presidente Granelli: "Le nuove sfide prevedono anche l'autoconsumo e la gestione delle comunità energetiche rinnovabili per affrancarci sempre di più dalle fonti di energia tradizionali e dalle loro oscillazioni di prezzo che schiacciano la competitività delle nostre imprese"
"Lo scorso anno il caro-energia è costato alle piccole imprese italiane ben 23,9 miliardi di euro, con un'incidenza del 6,1 percento sul valore aggiunto prodotto e un maggior onere del 47,5 percento rispetto ai prezzi della media dell'eurozona".
E "attualmente, nel nostro Paese, i prezzi al consumo di elettricità rimangono superiori del 90 percento rispetto a quelli del 2019, a fronte del +42,4 registrato nei Paesi Ue".
Lo stima Confartigianato in occasione della convention annuale 'Energies and Transition School' dei consorzi energia della confederazione di artigiani e piccole imprese.
Le diverse strategie delle imprese
Il report di Confartigianato esamina l'impatto del costo delle bollette sulle pmi e mette in evidenza anche la reazione delle aziende "messa in atto con strategie diverse: spicca la riduzione dei margini di profitto - attuata dal 47,8 percento delle imprese - accompagnata dalla ricerca di nuoveforme di approvvigionamento energetico green.
In particolare, il 22,2 percento delle piccole imprese manifatturiere ha rinegoziato i contratti o cambiato il fornitore (la quota sale al 37,9 per le imprese dei servizi), il 13,2 percento ha puntato su maggiore efficienza energetica degli impianti e il 17,1 sul consumo di elettricità autoprodotta (percentuale che aumenta al 34,1 per le aziende dei servizi). Inoltre, il 42,5 percento delle imprese dei servizi ha adottato strategie per il risparmio energetico della propria attività".
Consumare meglio per spendere meno
Il report "mostra quindi un crescente orientamento delle Pmi a consumare meglio per spendere meno". Confartigianato in questo senso ha attivi da 20 anni tre consorzi (Cenpi, Caem e Multienergia), che "nel 2022 hanno favorito l'acquisto di elettricità e gas al miglior prezzo sul mercato per 49.627 clienti tra imprese e famiglie, distribuiti in 88.000 punti di fornitura.
Il totale dei consumi di energia elettrica gestiti dai consorzi ammonta a 893,7 milioni di kWh mentre per il gas metano si attesta a 69,6 milioni di metri cubi. Clienti e volumi - viene spiegato - sono in costantencrescita".
"Ma ora - sottolinea il presidente di Confartigianato Marco Granelli - bisogna cavalcare la transizione green: la sfida che attende i nostri consorzi energia per rispondere alle esigenze delle imprese è, da un lato, la lotta contro il caro-bollette e, dall'altro, l'utilizzo efficiente della risorsa energetica.
All'orizzonte del nostro impegno al fianco degli imprenditori ci sono, ad esempio, le modalità di autoconsumo, sia individuale, ossia realizzato dalla singola impresa, che collettivo, e la gestione delle comunità energetiche rinnovabili per affrancarci sempre di più dalle fonti di energia tradizionali e dalle loro oscillazioni di prezzo che schiacciano la competitività delle nostre imprese".
Redazione Cuoreeconomico
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