Il “mattone” costa caro: cresce ancora il prezzo delle case

L'Istat ha rilevato secondo trimestre dell'anno che nel dell'anno l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie è aumentato del 2,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% nei confronti dello stesso periodo del 2021
Cresce il prezzo del mattone, Cresce ancora, verrebbe da dire, visto che da tre anni la tendenza è questa.Secondo l’Istat, le abitazioni nuove nel secondo trimestre dell’anno registrano il tasso di crescita più alto da quando è disponibile la serie storica dell'indice dei prezzi (Ipab), il +12,1%.
Secondo le stime preliminari, nel secondo trimestre dell'anno l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta del 2,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% nei confronti dello stesso periodo del 2021 (era +4,5% nel primo trimestre 2022).
L’aumento tendenziale è trainato proprio dal dato record sulle nuove case, in forte accelerazione rispetto al +5,0% del primo trimestre; crescono anche i prezzi delle abitazioni esistenti: +3,8% in lieve rallentamento dal +4,4% del trimestre precedente.
“In attesa dei dati del terzo trimestre - sottolinea l'istat - questa dinamica dei prezzi, insieme con la rinnovata vivacità dei volumi di compravendita (+8,6%), mostra "un mercato immobiliare residenziale ancora in espansione tra aprile e giugno di quest’anno, nonostante le tensioni internazionali e le difficoltà derivanti dall’elevata inflazione".
Crescita in tutte le città anche se in modo diverso
La crescita è segnalata crescita in tutte le città per le quali viene diffuso l’Ipab. A Milano aumentano, su base annua, dell’8,3%, in accelerazione rispetto al trimestre precedente (era +6,4%) con un’impennata dei prezzi per le abitazioni nuove (+16,9%).
Segue Roma dove si evidenzia un rialzo tendenziale del +4,8% (era +3,3% nel trimestre precedente). Solo a Torino la crescita è più contenuta e pari all’1,0%, in decelerazione dal +3,8% del trimestre precedente.
In generale, nel Nord-Ovest, nel Nord-Est e nel Sud e Isole continuano a registrarsi tassi tendenziali positivi e in accelerazione rispetto al trimestre precedente (rispettivamente da +4,8% a +5,5%; da +5,4% a +6,8% e da +3,1% a +4,5%). Nel Centro la crescita dei prezzi decelera leggermente (da +4,5% a +4,0%).
I prezzi delle abitazioni sono in crescita in tutte le città per le quali viene diffuso l’Ipab. A Milano aumentano, su base annua, dell’8,3%, in accelerazione rispetto al trimestre precedente (era +6,4%) con un’impennata dei prezzi per le abitazioni nuove (+16,9%).
Segue Roma dove si evidenzia un rialzo tendenziale del +4,8% (era +3,3% nel trimestre precedente). Solo a Torino la crescita è più contenuta e pari all’1,0%, in decelerazione dal +3,8% del trimestre precedente.
Le cause della crescita
Secondo il bollettino economico della Bce, l'andamento del mercato immobiliare "risente di altri fattori, anche di natura strutturale, oltre ai tassi ipotecari". Fattori che potrebbero aumentare l'incertezza sulle prospettive abitative.
Ad esempio, "a seguito della pandemia di Covid-19, le famiglie sembrano ora attribuire maggiore valore a proprietà più spaziose che consentono alle persone di lavorare da casa e stanno trovando luoghi più attraenti rispetto all'ufficio.
Prove preliminari indicano un aumento dei prezzi più elevato dalla pandemia di Covid-19 per le case unifamiliari in alcuni paesi dell'area dell'euro".
Inoltre, "i prezzi dell'area dell'euro sono aumentati maggiormente per le proprietà al di fuori delle capitali dell'area dell'euro dopo la pandemia e la quota della popolazione dell'area dell'euro che vive in case unifamiliari è aumentata nel 2020".
La preferenza per uno spazio maggiore, infine, potrebbe anche favorire gli investimenti immobiliari.
Redazione Cuoreeconomico
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