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29/12/2022

Il Natale degli italiani ha visto meno consumi e regali da riciclare

I dati del Codacons: tra cibo e pensieri sotto l'albero la spesa è stata di 20 miliardi, ma l'inflazione e la crisi energetica hanno portato ad una riduzione generalizzata. Confcooperative: "Molti regali saranno girati ad altri o conservati per il momento più opportuno"

Arrivano i primi bilanci delle feste natalizie, in attesa di un Capodanno che si preannuncia importante per gli albergatori. 

Il Codacons segnale che gli italiani tra regali, cenone e viaggi hanno sborsato più degli anni scorsi pur acquistando di meno.

A fornire una fotografia precisa sono i dati del Codacons, che parla di una spesa complessiva quest'anno che sfiora i 20 miliardi di euro. La fetta maggiore è andata per i regali, circa 6,7 miliardi di euro, mentre 2,7 miliardi di euro sono stati spesi per imbandire le tavole della vigilia e del pranzo del 25 dicembre.

Questo per chi ha deciso di restare a casa e di festeggiare con parenti e amici. Gli oltre 12 milioni di italiani che invece hanno deciso di mettersi in viaggio hanno generato un giro d'affari pari a 10,1 miliardi di euro, con una spesa complessiva di circa 350 milioni di euro per il pranzo di Natale nei ristoranti italiani. Cifre importanti.

Ma, sottolineano le associazioni dei consumatori, rispetto agli anni pre-pandemia tutti i comparti hanno subito una riduzione generalizzata dei consumi.

Questo principalmente per colpa di un'inflazione che, a causa della guerra in Ucraina e della crisi energetica, è schizzata in Italia quasi al 12%, ai massimi livelli dalla meta degli anni Ottanta. Col carrello della spesa sempre più alle stelle. 

La "contro-spesa" che vale a 3,2 miliardi

E se gli italiani si confermano un popolo di "riciclatori seriali" dei doni trovati sotto l'albero, aumenta la fetta della popolazione che lo fa anche per soldi, per guadagnare qualcosa, mettendo gli oggetti e i prodotti ricevuti in vendita sulle varie piattaforme online.

Secondo i dati di Confcooperative, quasi un italiano su due (un esercito di circa 26 milioni di persone) è pronto a riciclare i regali di Natale, e non solo quelli brutti e poco graditi.

Una "contro-spesa", come viene definita, che ammonta a 3,2 miliardi di euro, 400 milioni più dello scorso anno. Il riciclo ha quindi forme e modalità diverse. 

"Sono cinque italiani su dieci - spiega Confcooperative - quelli che 'gireranno' ad altri doni ricevuti durante la notte di Natale, o che li conserveranno per utilizzarli al momento opportuno durante l'anno (53% donne e 47% uomini).

Sono circa tre su dieci invece coloro che decidono di guadagnare dai regali ricevuti attraverso la vendita sul web (60% uomini, 40% donne).

Due su dieci, infine, con lo scontrino in mano cambieranno i doni nei negozi di acquisto per trasformarli in buoni da spendere o per acquistare altri oggetti a loro volta da regalare (55% donne 45% uomini).

In pole position tra i regali riciclati i generi alimentari per il 45% (vini, spumanti, salumi, formaggi, prosecchi, grappe, amari, panettoni, pandori, cioccolato, torroni, miele, marmellata, dolci regionali e altri prodotti enogastronomici).

Seguono al 29% sciarpe, guanti, cappelli, calzini e prodotti personali come cosmetici e creme. Per il 15% libri, articoli di cancelleria e pelletteria, 11% giocattoli".

Redazione Cuoreeconomico
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