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22/12/2023

Il trimestre anti-inflazione non è decollato e gli italiani cambiano ancora il paniere

Lusetti (Conad): "Dal punto di vista delle vendite è andato benino, ma è il contesto che non ha aiutato". L'analisi Nielsen: cibi confezionati ancora predominanti. A novembre  l'inflazione si attesta al 5,8 percento e gli italiani riducono il mix del carrello del -1,5 percento

"Il trimestre" anti-inflazione "dal punto di vista delle vendite è andato benino. Non è una espressione denigrante, c'è una differenza sostanziale tra comunicazione e effetti reali. Il processo inflattivo era già in un contesto di frenata e non si può dire che sia frenato per via del carrello", ma "dobbiamo ammettere che il carrello ha dato un suo contributo e questo è tutto".

Lo ha detto Mauro Lusetti, presidente di Conad, durante la conferenza stampa di fine anno dell'operatore a Milano.

Lavorare sul contenimento dei prezzi

"L'elemento positivo è che il processo inflattivo era già in posizione di frenata. Il carrello ha aiutato, tanto è vero che il ministro ci ha informato che avendo avuto successo non ce lo chiederà anche per il 2024", ha continuato Lusetti riferendosi all'iniziativa del trimestre anti-inflazione del ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso.

Secondo Lusetti "avrebbe avuto più effetto se fosse stato frutto di un'iniziativa della filiera nel suo insieme". Interrogato a margine sul tema, Lusetti ha ricordato che "abbiamo aderito in maniera molto seria alle sollecitazioni del Governo.

Pensiamo a un tasso inflattivo che nel corso del 2024 si posizionerà tra il 3 e il 4 percento, quindi ci sono spazi per sviluppare un'ulteriore politica di contenimento dei prezzi, attraverso una relazione con il mondo della grande impresa dei produttori di marca. Perché solo attraverso una logica di filiera riusciamo a controllare e governare i prezzi, altrimenti la distribuzione in quanto tale può fare uno sforzo ma non può essere sola ad affrontare questo tema".

Ma il carrello della spesa cambia

Nonostante il paniere, tuttavia, il carrello della spesa continua a cambiare. Secondo l'analisi di Nielsen Iq che analizza l'andamento dei consumi e delle abitudini di acquisto delle famiglie italiane per il mese di novembre 2023, nella grande distribuzione gli italiani continuano a preferire  il cibo confezionato (+4,9 percento).

Questi prodotti sono quelli con l'incremento a valore più consistente dopo i prodotti dedicati agli animali domestici (+9). Terzo posto per la cura della casa (+4,5).

Relativamente ai volumi si rileva un trend negativo per tutti i comparti tranne per i prodotti per la cura della persona (+0,2) e il fresco (+0,1).

A livello di categorie merceologiche, in testa alla classifica Top10 di Niq del mese di novembre 2023 si classificano l'olio di oliva vergine ed extravergine (+32,7), lo yogurt bianco (+17,1) e le gomme da masticare (+15,5).

Per quanto riguarda il fresco (peso fisso + peso variabile) risulta in crescita in tutti i canali distributivi. In particolar modo la performance migliore si registra nei discount (+8,9), mentre nei liberi servizi si osserva l'incremento meno consistente (+1,1).

Tra le categorie merceologiche più dinamiche all'interno del comparto, frutta e verdura (+11) detiene il primo posto, seguita subito dopo da pane, pasticceria e pasta (+7,2), e gastronomia (+6,4).

La salumeria invece si attesta come la categoria con il trend di crescita più basso rispetto alle altre (+0,7). Il report economico segnala che è di 9,8 miliardi di euro il fatturato della distribuzione totale in Italia a novembre (+4,1 rispetto 2022). L'inflazione si attesta al 5,8 percento e gli italiani riducono il mix del carrello del -1,5.

Redazione Cuoreeconomico
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