Il valore sostenibile dell'agricoltura, obiettivi e programmi

(Alessandro Beduschi, Assessore all’Agricoltura Regione Lombardia)
Nota per il suo sistema agro-alimentare d'eccellenza, la Lombardia sta affrontando sempre più sfide di transizione verso modelli orientati all'innovazione e alla sostenibilità. A parlarne è Alessandro Beduschi, Assessore all’Agricoltura Regione Lombardia.
Assessore, dopo il riconoscimento del Distretto in Valle Camonica che obiettivi avete per sostenere l’agricoltura biologica?
"Con i Distretti biologici, la Lombardia si pone all’avanguardia nel sostenere un settore agricolo capace di adottare pratiche innovative e rispettose dell’ambiente, contribuendo così alla costruzione di un futuro più verde e prospero per tutti.
In Lombardia sono presenti circa 3.500 aziende biologiche, tra produttori e trasformatori, con 56.500 ettari di superficie biologica totale.
Su questo settore, la Regione ha deciso di puntare con decisione, come testimoniato dai 93,2 milioni di euro stanziati a sostegno a partire dal 2014. La Lombardia, riconoscendone l’importanza, si impegna a sostenere e incoraggiare l’adozione di pratiche agricole biologiche attraverso l’istituzione di Distretti biologici.
Nella regione dei grandi numeri agricoli, che guida il settore primario ed è la culla di moltissime produzioni che riforniscono l’Italia di cibo, il biologico rappresenta una nicchia che vogliamo tutelare e far crescere, come sta accadendo in Valle Camonica e Valtellina".
Anche a fronte delle Olimpiadi invernali 2026, qual è la strategia della Regione per rilanciare il turismo enogastronomico?
"Le Olimpiadi invernali 2026 sono una grandissima opportunità per proiettare ulteriormente quest’area geografica verso una platea internazionale unica e importante e consideriamo i Giochi come un evento che va al di là dell’aspetto sportivo, ma una vetrina eccezionale per affermare il made in Lombardia e in particolare tutte le nostre eccellenze.
Chi viene qui è accolto con il massimo del servizio e ciò che acquista è sempre di alta qualità. I numeri del turismo italiano certificati in questi giorni dall’Istat dimostrano che la Lombardia è tra le regioni italiane con il più alto tasso di crescita.
Oggi che la scelta delle mete turistiche è sempre più legata anche all’accoglienza e alle esperienze enogastronomiche, vediamo i Giochi come una straordinaria occasione, che però non può essere limitata alle settimane dell’evento.
Per questo il lavoro per fare conoscere sempre di più il nostro patrimonio alimentare parte da lontano e va costruito giorno dopo giorno".
Oggi l’agricoltura sta andando in una direzione sempre più sostenibile. Come valuta legge sullo sfalcio per il biogas?
"La delibera approvata a fine maggio dalla Giunta lombarda rappresenta un passo importante. Permettere che gli sfalci e le potature possano essere utilizzati come sottoprodotti e non considerati come dei rifiuti, non solo riduce il carico burocratico per gli agricoltori, ma valorizza anche le risorse naturali, generando benefici per il suolo e la produzione agricola. Favorire l’uso dei residui vegetali contribuisce a pratiche sostenibili.
Questa sinergia tra le politiche ambientali e agricole è essenziale per costruire un futuro più verde e dimostra che in Lombardia lavoriamo per trasformare un problema in una risorsa, come del resto sta avvenendo per i reflui zootecnici".
Crede che relativamente alla diffusione delle nuove tecnologie debbano essere rivisti i progetti legati al Pnrr?
"Queste risorse sono fondamentali per la sfida della nostra agricoltura verso una maggiore e più efficiente produttività e una migliore sostenibilità ambientale, anche grazie alla diffusione di sistemi di agricoltura di precisione e di una più estesa digitalizzazione dei processi.
Il percorso verso un’agricoltura sempre più in grado di utilizzare mezzi e sistemi di ultima generazione è necessario per rendere il settore primario sempre più rispettoso dell’ambiente, grazie all’impiego di tecnologie 4.0 che permettono di ridurre e ottimizzare gli interventi con prodotti fertilizzanti e fitosanitari e di risparmiare l’uso dell’acqua.
Va ricordato che il Pnrr è un’occasione da sfruttare, ma che si tratta di un prestito. Per questo i progetti messi a terra devono avere un senso e non sempre in passato questo è avvenuto.
Penso a come la rinaturazione del Po, nella sua idea originale, stravolgerebbe il rapporto con il grande fiume e la pianura Padana, con l’agricoltura come prima vittima di una volontà di tornare a fare dell’uomo non l’artefice del rapporto con la natura, ma un osservatore passivo".
Redazione Cuoreeconomico
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