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03/08/2023

Il Veneto si gode l'estate ma non perde di vista l'autunno

(Moreno De Col, presidente di Cna Veneto)

I dati del secondo trimestre 2023 dell’Osservatorio Economia e Territorio di Cna Veneto: preoccupa  l’aumento dei tassi di interesse che potrebbe portare ad una contrazione degli investimenti delle imprese e vanificare il lieve miglioramento dei consumi delle famiglie. De Col: "In questa fase di attesa necessario sostenere politiche di supporto alle imprese e le progettualità del Pnrr"

L'Osservatorio Economia e Territorio condotto dal Centro Studi Sintesi sull’andamento dell’economia del Veneto nel secondo trimestre 2023 e le previsioni per il prossimo autunno segnala dati positivi per il periodo estivo ma mette in guardia in particolare per i mesi autunnali

La situazione attuale richiede una particolare attenzione verso alcuni indicatori – inflazione, tassi di interesse e investimenti – la cui recente evoluzione fa prospettare un possibile rallentamento della ripresa economica del Veneto già a partire dall’autunno. Quest’ultimo dato va monitorato.

Il calo degli investimenti è infatti iniziato già nel primo trimestre del 2023. Significa che le aziende hanno già percepito una certa difficoltà di approccio agli investimenti e con la attuale crescita dei tassi di interesse la situazione diventa penalizzante.

Senza una riorganizzazione propulsiva, anche la Regione faticherà a reggere la competizione con le Regioni europee penalizzando l’intero scenario economico, se si consideri che, nello specifico per gli Investimenti il Veneto recentemente è cresciuto più della media nazionale: nel 2022, +11% rispetto al dato nazionale +9,4% e nel 2023 primo semestre, +3,3% rispetto al dato nazionale +2,8%.

Dall’analisi degli ultimi dati disponibili, si evidenzia in generale una situazione ‘sospesa’ in vista del prossimo autunno. Ma vi sono senz’altro segnali incoraggianti quali ad esempio il miglioramento del Pil  rispetto alle stime di aprile (+1,4%); il dato relativo all’export che registra una crescita del +9% nel primo trimestre 2023 nonostante le criticità globali relative al conflitto Russia-Ucraina.

Un altro dato incoraggiante che non si registrava da tempo è quello relativo alla ripresa del numero di imprese artigiane: a giugno 2023 si è registrata una inversione di tendenza (+0,4 rispetto a marzo). Ovviamente l’auspicio è che questa ripresa possa consolidarsi nel tempo.

Segno positivo anche per quanto riguarda i Consumi (+1,6 percento, in miglioramento rispetto alle stime di aprile); anche verosimilmente con il supporto dell’ottimo andamento del turismo, i consumi veneti sono tornati ad un livello pre-pandemico (-0,3% rispetto al 2019) con una previsione per il prossimo anno di ulteriore crescita (+1,3).

Preoccupa moltissimo, come accennato, sia sul fronte imprese che sul versante famiglie, la crescita dei tassi di interesse che non accenna ad arrestarsi: +3,3 punti rispetto a maggio 2022 per quanto riguarda i prestiti fino ad 1 milione di euro; +2,3% negli ultimi dodici mesi per quanto riguarda i prestiti per l’acquisto di abitazioni.

Un peso enorme da sostenere sia per le imprese che per le famiglie che potrebbe inficiare i segnali positivi registrati in questi ultimi mesi e che, per quanto riguarda le imprese nello specifico, potrebbe appunto gravare sulla capacità di fare investimenti in un momento nel quale la stretta creditizia, come evidenzia anche la Banca d’Italia, colpisce particolarmente le micro piccole imprese.

Che autunno sarà?

"Non ci resta che attendere – commenta il presidente di Cna Veneto Moreno De Col –. Se in base alla lettura di questi dati l’estate pare essersi attestata in una fase di cauto ottimismo, non possiamo non considerare i fattori negativi che potrebbero impattare con il prossimo autunno sull’economia delle imprese del territorio in particolare sugli investimenti, e delle famiglie per quanto riguarda i consumi.

Necessario a nostro avviso sostenere politiche nazionali di supporto alle imprese per contenere l’inflazione e auspicare che non vi siano ulteriori aumenti dei tassi di interesse che potrebbero, in una dinamica di lungo termine, soffocare le famiglie frenando ulteriormente i consumi e impattare sulle imprese creando una contrazione degli investimenti ed una perdita di liquidità".

"In questa situazione di attesa – aggiunge il segretario di Cna Veneto Matteo Ribondobbiamo avere consapevolezza di quanto il Veneto sia un soggetto economico chiave per lo sviluppo economico e di come quindi le dinamiche che si manifestano nel nostro territorio comportino un importante riverbero sull’economia del Paese, senza dimenticare che i nostri principali competitori e i nostri stakeholder sono le regioni europee.

Ecco che la lettura di questi dati con la relativa attesa del loro evolversi nel prossimo autunno deve divenire strategica per una pianificazione attenta ed efficace".

Redazione Cuoreeconomico
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