IMPRESE. Confapi Lazio, Tabacchiera: “Colpito il cuore della manifattura italiana. Servono nuovi mercati e un fronte europeo unito”

(Massimo Tabacchiera, Presidente Confapi Lazio)
I nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti a partire dal 2 aprile stanno scuotendo l’economia italiana, colpendo duramente uno dei suoi asset più strategici: l’export manifatturiero. A lanciare l’allarme è Massimo Tabacchiera, presidente di Confapi Lazio, che mette in evidenza l’impatto devastante che queste misure potrebbero avere su migliaia di piccole e medie imprese italiane.
“L’export verso gli USA vale circa il 3% del PIL italiano e coinvolge circa 10.000 PMI – spiega Tabacchiera – molte delle quali attive in settori nevralgici come macchinari industriali, componentistica auto e prodotti chimici. Le nuove tariffe stanno riducendo la competitività delle nostre aziende, con perdite stimate tra i 500 e i 1.500 milioni di euro.”
Il momento non potrebbe essere peggiore: la manifattura italiana è già in fase di contrazione, con ordini e produzione in calo da mesi. I dazi rischiano di dare il colpo di grazia a molte realtà che rappresentano la spina dorsale dell’economia nazionale, soprattutto nel Lazio e nel Centro Italia, dove il settore manifatturiero ha un peso rilevante nell’occupazione e nel valore aggiunto regionale.
Per affrontare la crisi, Tabacchiera invoca una strategia duplice: aprire nuovi mercati per ridurre la dipendenza dagli USA e attivare subito misure di supporto per le imprese più vulnerabili. “Servono incentivi fiscali, fondi per l’internazionalizzazione e aiuti mirati per facilitare l’accesso delle PMI a mercati non coinvolti da dazi”, afferma.
Ma non basta. Il presidente di Confapi Lazio sottolinea l’importanza di un’azione diplomatica europea coesa, capace di negoziare con Washington eventuali esenzioni o sconti sui dazi per alcuni settori strategici. “Solo con una voce unitaria l’Europa può evitare una guerra commerciale che finirebbe per penalizzare entrambi i lati dell’Atlantico”.
La crisi dei dazi è, secondo Tabacchiera, anche un banco di prova per la capacità del sistema Italia di proteggere le proprie imprese in un mondo dove la geopolitica incide sempre più sull’economia reale.
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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