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24/10/2023

Imprese lombarde consapevoli su parametri ESG, ma non riescono a renderli strutturali

(Carlo Massoletti, vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia)

Indagine dell'osservatorio sulla sostenibilità nel terziario a cura di Confcommercio Milano e Fondazione Lombardia per l'ambiente. Il vicepresidente Massoletti: "Potrebbe essere interessante sperimentare dei bilanci di sostenibilità dei distretti del commercio, naturali acceleratori di processi virtuosi"

Il 64 percento delle imprese del Terziario lombardo è a conoscenza dei parametri ESG, anche se solo il 12 percento in modo approfondito, oltre la metà ha effettuato interventi di efficientamento energetico negli ultimi 12 mesi e più di una su quattro utilizza criteri di sostenibilità per la scelta dei fornitori, con in testa prossimità geografica e logistica a basso impatto.

Questi alcuni dei principali risultati emersi dall’indagine “Osservatorio sostenibilità nel terziario” presentata  da Confcommercio Milano durante l’evento “Terziario e sostenibilità: parametri ESG per crescere e competere”, disponibile per intero a questo link.

"Comprendere il livello di consapevolezza e di attuazione dei parametri ESG delle imprese è importante per capire quali iniziative possano essere attuate per la tutela dell’ambiente, il miglioramento dell’impatto sociale delle attività e la promozione di governance inclusive – dichiara il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia Carlo MassolettiParametri etici con importanti risvolti economici, visto che sono sempre più determinanti per accesso al credito e finanziamenti”.

Consapevolezza sulle ricadute positive

A questo proposito, emerge chiaro come le imprese siano consapevoli che investimenti in sostenibilità abbiano ricadute positive sul loro business: per migliorare la reputazione aziendale e aumentare l’attrattività, oltre che per fronteggiare - si pensi all’efficientamento energetico - eventi avversi.

Così consapevoli, che il 45 percento delle attività ha apportato modifiche all’offerta di prodotti e servizi o ha pianificato un suo aggiornamento.

Questo dato incoraggiante si scontra però con il numero di imprese – il 26 percento - che hanno adottato una strategia formale di sostenibilità.  Se il 30 percento non ritiene prioritario il tema, il 60 percento è invece frenato dalla carenza di risorse economiche e di personale formato e dall’inadeguatezza di strumenti e procedure.

Per incrementare il processo per la sostenibilità le imprese chiedono alle istituzioni soprattutto investimenti a fondo perduto (36), formazione (27) e liquidità attraverso finanziamenti agevolati (20).

La corsa è ancora lunga

"Tutti noi facciamo parte del processo di transizione in atto, irreversibile, verso il pieno raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità – sottolinea Fabrizio Piccarolo, direttore di Fondazione Lombardia per l'Ambiente – Ciascuno di noi con ruoli, livelli di responsabilità e target differenziati, ciascuno per le proprie competenze.

Si tratta di una transizione giusta e socialmente equa, tale da mantenere l'innovazione e la competitività dell'UE. Il recepimento e l’attuazione dei criteri ESG rappresenta il contributo che le imprese possono dare per la neutralità climatica e la sostenibilità”.

L’indagine realizzata da Confcommercio Lombardia – aggiunge Piccaroloè funzionale a stabilire un accompagnamento strutturato per supportare le imprese in un percorso sostenibilità, una roadmap articolata in azioni mirate capaci di instaurare un nuovo modello di sviluppo, sostenibile e circolare nel quale potranno misurare e monitorare le proprie performance migliorative".

Consapevolezza della meta, ma ancora molti strumenti da acquisire per raggiungerla: il percorso delle imprese del terziario per migliorare i loro parametri ESG è ancora lungo – prosegue Massolettima diverse hanno iniziato a muoversi in questa direzione e molte sono consapevoli dell’impatto positivo che possono avere sul contesto sociale ed economico in cui operano.

La dimensione delle imprese del terziario può creare difficoltà per l’attuazione dei parametri ESG, ma la loro diffusione capillare può facilitare la messa a sistema di buone pratiche e creare massa critica”.

Alla luce di questo – propone  – potrebbe essere interessante sperimentare dei bilanci di sostenibilità dei Distretti del commercio, naturali acceleratori di processi virtuosi”.

Redazione Cuoreeconomico
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