mer 28 gen 2026

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IMPRESE. Tamburini (CCIAA Toscana Nord Ovest): “Il turismo come volano, ma solo se inserito in un ecosistema che premia innovazione e qualità della vita”

(Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest)

Sostenere lo sviluppo di percorsi esperienziali, reti tra imprese e iniziative di promozione legate alle identità locali, affiancare i territori in un percorso di crescita turistica che non sia invasivo, ma generativo di valore e puntare su forme di accoglienza diffuse e sostenibili, compatibili con la vita quotidiana delle comunità.

Intervistato da CUOREECONOMICO, Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest fornisce un importante contributo per la costruzione di un modello di turismo innovativo.

Quali strategie state realizzando per promuovere un turismo che valorizzi i territori senza compromettere la qualità della vita delle comunità locali e l’identità dei luoghi?

Il nostro impegno come Camera di Commercio è quello di affiancare i territori in un percorso di crescita turistica che non sia invasivo, ma generativo di valore. Sosteniamo lo sviluppo di percorsi esperienziali, reti tra imprese e iniziative di promozione legate alle identità locali, collaborando attivamente con enti pubblici, categorie economiche, associazioni e operatori. In ambiti come le Terre di Pisa, la Lunigiana o la Garfagnana, l'obiettivo è mettere in rete le risorse esistenti – dai borghi storici ai prodotti tipici – per offrire esperienze autentiche che valorizzino il patrimonio culturale e paesaggistico.

Non puntiamo su modelli di turismo mordi e fuggi, ma su forme di accoglienza diffuse e sostenibili, compatibili con la vita quotidiana delle comunità. È essenziale che chi abita questi luoghi percepisca il turismo come un’opportunità, non come un elemento di pressione. In questa direzione si collocano progetti che abbiamo in essere, capaci di dare visibilità a territori spesso meno noti ma ricchi di potenzialità. 

In che modo il turismo può diventare un’opportunità concreta per contrastare lo spopolamento, in particolare nei piccoli borghi e nelle aree interne, e favorire il ritorno o la permanenza dei giovani?

Il turismo può essere un fattore di riequilibrio territoriale solo se genera ricadute economiche concrete e stabili. Nei territori della nostra circoscrizione, come in altri, registriamo una domanda crescente di esperienze autentiche, legate all’ambiente, al cibo, alla cultura. Questo interesse apre spazi per l’ospitalità diffusa, per l’artigianato, per l’agricoltura multifunzionale.

Tuttavia, per fare del turismo una leva contro lo spopolamento servono politiche integrate. La Camera accompagna questo processo sostenendo le imprese, favorendo la creazione di filiere corte e incoraggiando l’imprenditoria. È fondamentale migliorare le condizioni di vita nelle aree interne: formazione, servizi digitali, mobilità, qualità della scuola e della sanità sono elementi imprescindibili per trattenere e attrarre nuove energie. Il turismo può fare da volano, ma solo se inserito in un ecosistema che premia l’innovazione e la qualità della vita.

Come state affrontando la sfida della sostenibilità dei flussi turistici, sia in termini di capacità infrastrutturale che di tutela del patrimonio culturale e ambientale, soprattutto in vista dell’estate 2025?

La sostenibilità dei flussi turistici è una priorità, specialmente in aree che rischiano di essere sovraccaricate o, al contrario, marginalizzate. Il nostro contributo consiste nel promuovere una distribuzione più equilibrata dei visitatori nel tempo e nello spazio, incentivando la scoperta di aree meno note, ma anche nel sostenere le imprese locali nel migliorare la qualità dell’accoglienza.

In contesti dove le presenze crescono dove esiste un forte traino internazionale ed un peso considerevole delle locazioni turistiche, l’equilibrio tra crescita e tutela diventa cruciale. Supportiamo le imprese nell’adozione di pratiche sostenibili, collaboriamo con gli enti locali per favorire una fruizione consapevole del patrimonio culturale e paesaggistico. Guardando all’estate 2025, stiamo continuando a lavorare per rafforzare l'immagine di una parte di Toscana più autentica – quella che si riconosce nei piccoli borghi, nei paesaggi rurali, nelle tradizioni artigiane – promuovendo soggiorni più lunghi e distribuiti e modelli turistici rispettosi dell’identità e della qualità della vita dei territori.

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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