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21/08/2023

In Romagna è allarme dimissioni: uno su due rinuncia anche al tempo indeterminato

Il dato dell'osservatorio della Camera di Commercio locale: trend in salita nel 2022, leggermente ridimensionato nel 2023. Dati ancora più consistenti se confrontati col pre-pandemia

Anche la Romagna paga un duro conto al mercato del lavoro. L'allarme è dell'osservatorio economico della Camera di Commercio della Romagna che segnala come uno su due abbia detto addio addirittura a rapporti a tempo indeterminato.

Il dato è riferito alle province di  Forlì-Cesena e Rimini su base Inps e riguarda il 2022 ed il primo trimestre 2023. Ciò che emerge è un 2022 in cui il trend delle dimissioni è in salita, mentre per l’avvio del 2023 si registra una tendenziale diminuzione.

In dettaglio, nelle province di Forlì-Cesena e Rimini nel 2022 le dimissioni nei rapporti di lavoro sono state 30.582, ovvero il 18 percento delle cessazioni del totale dei rapporti (170.210), in crescita, rispetto al 2021, del 12,6 percento.

L’aumento è ancora più consistente, di ben +34,7 percento, sui dati pre-pandemia del 2018. L’incidenza delle dimissioni dal 2018 al 2022 è di 4,3 punti percentuali: dal 13,7 al 18 percento del 2022.

Il fine contratto, che rimane il principale motivo di cessazione, vede invece calare la relativa incidenza di 2,7 punti percentuali (dal 74,8% del 2018 al 72,1 del 2022). Da rilevare che la metà delle dimissioni, ovvero il 50,1 percento, riguarda rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

Il 20,8 percento  riguarda rapporti a termine, il 10,8  situazioni di apprendistato, il 9,2 il lavoro stagionale, il 6,1 a somministrazione e il 3 percento il lavoro intermittente.

In controtendenza il primo trimestre del 2023: rispetto a gennaio-marzo 2022, si assiste infatti ad un calo delle dimissioni del 3,5 percento (da 6.827 del primo trimestre 2022 a 6.589 dei primi tre mesi del 2023), anche se non si specifica quale sia la tipologia del rapporto di lavoro lasciato.

L'analisi su base provinciale

Lo scorso anno in particolare i lavoratori di Forlì-Cesena che hanno deciso di abbandonare il proprio impiego sono il 24,3 percento delle cessazioni lavorative totali, con una crescita, rispetto al 2021, dell’11,6.

Nel medio periodo poi, si assiste ad un incremento ben maggiore, del +39,5 percento sul 2018. Il 53% delle dimissioni si riferisce ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il 21 a rapporti a termine, il 10,3 a situazioni di apprendistato, il 7,1 alla somministrazione, il 5,5 percento al lavoro stagionale e il 3,1 al lavoro intermittente.

A decidere di ‘fare basta’ sono per lo più uomini, il 58,7 percento, e la maggior parte, il 47,2, ha tra i 30 e i 50 anni. Nel 1° trimestre del 2023, rispetto a gennaio-marzo 2022, si assiste, invece, ad un lieve calo delle dimissioni dell’1,4 percento.

Percentuali inferiori si registrano in provincia di Rimini: lo scorso anno le dimissioni nei rapporti di lavoro sono state 14.023, ovvero il 13,7 percento delle cessazioni totali, con una crescita, rispetto al 2021, del 13,9.

Nel medio periodo poi si assiste a un incremento del +29,5 percento,sul 2018. Il 46,6 percento dei lavoratori riminesi si dimettono da rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il 20,6 a rapporti a termine, il 13,7 al lavoro stagionale, l’11,3 a situazioni di apprendistato, il 4,9  alla somministrazione e il 2,9 al lavoro intermittente.

Anche nel riminese chi lascia il lavoro è per lo più maschio (58,1 percento) e il 49,4 ha tra i 30 e i 50 anni. Il calo delle dimissioni nel 1° trimestre del 2023, rispetto a gennaio-marzo 2022, è infine del 6,1 percento.

Redazione Cuoreeconomico
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