In Toscana imprese e famiglie senza più banche, Bellandi (First Cisl): “Rilanciare osservatorio permanente”

(da Sx Sabrina Mazzoncini, Stefano Bellandi e Andrea Granai)
In Toscana 46.000 persone e 2800 imprese vivono in comuni che non hanno sportelli bancari, mentre 98.000 persone e 6700 imprese in comuni che ne hanno soltanto uno. Il dato emerge dall’annuale Osservatorio sulla desertificazione bancaria della fondazione First-Cisl, aggiornato al 30 Settembre 2023.
Nei primi nove mesi del 2023 si conferma la tendenza delle banche italiane a diminuire la loro presenza sul territorio: la Toscana registra un -2,7 percento rispetto a dicembre 2022, leggermente inferiore al decremento avvenuto in Italia pari al -3 percento.
La desertificazione ha avuto un’accelerazione negli ultimi anni: il 75 percento delle persone e il 70 percento delle imprese toscane che non hanno uno sportello nel proprio comune hanno perso l’ultimo dal 2015 in poi.
Oggi il 9,5 percento dei comuni toscani non ha sportelli bancari sul proprio territorio e la situazione potrebbe peggiorare rapidamente, visto che il 16,8 ne ha soltanto uno.
Un quadro delicatissimo, che fa il paio con la situazione già complessa per le imprese toscane sul fronte dell'inflazione, come aveva denunciato a CUOREECONOMICO il segretario regionale Cisl toscano Ciro Recce.
Il quadro in dettaglio
Come si diceva, sono 46.000 le persone senza uno sportello bancario in Toscana, i due terzi dei quali ne sono stati privati dal 2015 ad oggi. Una crescita purtroppo costante.
Sono 100.000 quelle con un solo sportello (+12.000 mila nell’ultimo anno). Sul fronte delle imprese, ben 2800 hanno sede in comuni senza nemmeno una banca – tre quarti di queste le hanno viste sparire dal 2015 ad oggi e 6900 dove ce n’è una sola (+943 nell’ultimo anno).
Nella classifica delle province più ‘desertificate’ (cioè con più comuni senza sportelli), la situazione peggiore è quella di Lucca, al 51. posto in Italia su 107 province, seguita da Arezzo (40° posto) e Prato (30°). La situazione migliore è quella di Pisa e Grosseto, entrambe al primo posto tra le meno desertificate d’Italia.
Tra i comuni toscani senza sportelli, i più popolosi sono Capraia e Limite (7.881 abitanti, nel Fiorentino), Capolona (Ar) e Montecarlo (Lu). Tra quelli con uno sportello solo, Pelago (7.760 abitanti, in provincia di Firenze), Uzzano (Pt) e Buti (Pi).
Da segnalare però situazioni particolari, con zone completamente sguarnite, come i comuni limitrofi di Castiglione di Garfagnana, San Romano in Garfagnana e Villa Collemandina, in provincia di Lucca, tutti privi di sportello.
La First Cisl
“Bisogna porre la massima attenzione al fenomeno della desertificazione bancaria – dice il segretario della First-Cisl Toscana, Stefano Bellandi – ; con lungimiranza la Regione Toscana sottoscrisse insieme a Cgil, Cisl, Uil e alle rispettive Federazioni bancarie, nel luglio 2016, un protocollo per la costituzione di un osservatorio permanente, aperto ad Anci, Abi, Federazione delle Bcc, Banca d’Italia e a tutte le articolazioni della rappresentanza sociale, “… per svolgere specifici approfondimenti sulle realtà del sistema del credito …”. Oggi sarebbe quanto mai opportuno rilanciare quel tavolo, alla luce di questo fenomeno in continuo aumento”.
Secondo i dati della First, la Toscana ha in media 43 sportelli ogni 100 mila abitanti, ottava dietro Trento e Bolzano, Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche e Veneto; a peggiorare la situazione toscana però c’è il fatto che la regione non è tra le migliori per quanto riguarda l’utilizzo dell’internet banking: decima, dietro a tutto il Nord e alle Marche: appena il 53 percento della popolazione usa l’internet banking, più della media nazionale, ferma al 48, ma lontana da Trento (61), prima in classifica.
E non vanno nella direzione giusta le novità delle ultime ore: “Il governo – dice il segretario generale nazionale First-Cisl, Riccardo Colombani – ha inserito nella manovra una norma, tra le misure in favore dei piccoli comuni, che introduce la possibilità di prelevare contanti attraverso i Pos degli esercizi commerciali.
Diciamo con chiarezza che non ci sembra la strada giusta. Questa misura comporta infatti dei rischi sotto il profilo della legalità che andrebbero valutati con attenzione.
Non è pensabile che un problema economico e sociale di questa portata venga risolto con interventi tampone. La presenza delle banche va invece garantita attraverso incentivi reputazionali ed economici alla territorialità”.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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