In Veneto la filiera del wedding riparte di slancio

(Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto)
L'analisi di Confartigianato Veneto: 57 percento di cerimonie in più rispetto al 2021. Il presidente Boschetto: "Pandemia ha dato un duro colpo, ma adesso si torna ad apprezzare le nostre imprese di eccellenza, Dal cliente più attenzione ai pacchetti all inclusive"
Dopo lo stop legato al Covid, nel 2021 sono stati celebrati in Veneto 13.037 matrimoni, il 57,2 percento in più rispetto all'anno in cui è scoppiata la pandemia. Ma si tratta di un numero comunque inferiore rispetto al 2019, se ne sono celebrati 627 in meno (-4,6 percento).
È quanto emerge dall'elaborazione di Confartigianato Veneto sui dati Istat. La ripresa dei matrimoni è una buona notizia per l’artigianato veneto.
Nella filiera infatti, sono coinvolte oltre 19.000 imprese artigiane (a fine 2022) che operano in una trentina di settori che spaziano dalle agenzie matrimoniali, passando per stampa, fotografia e grafica, abbigliamento, calzature, accessori sino ai servizi di acconciatura estetica e di trasporto. Oltre 49.000 gli addetti.
Una filiera strategica per la regione
“Dopo il freno imposto nel 2020 dalla pandemia, stiamo vivendo una grande stagione per i matrimoni - afferma Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto -. Il 2021 è andato bene e, le stime del 2022, parlano di un ulteriore crescita del 4,8 percento. Bene quindi perché la filiera del wedding, delle unioni civili e delle cerimonie in genere, è un sistema complesso che mette insieme produttori di eccellenza del Made in Italy - soprattutto artigiane - e aziende commerciali, della ristorazione e di servizio.
In totale, esclusa la ristorazione, si tratta di circa 19.000 imprese artigiane che in Veneto danno lavoro a 49.000 addetti e muovono un giro d’affari complessivo di oltre 228 milioni di euro all’anno, in base a quanto riporta il Libro Bianco del Matrimonio realizzato da Matrimonio.com che stima per il nord Italia un costo medio di 22.103 euro.
In regione, nel solo 2021 (ultimo dato disponibile) sono stati celebrati 13.037 matrimoni. I 15 mesi di pandemia, però, hanno inferto un duro colpo a tutta la filiera”.
Acconciatura ed estetica su tutti
Dei 30 settori interessati dalle domande di beni e servizi per matrimoni, quello a incidere maggiormente sul totale della filiera è l'acconciatura e l'estetica che con 11.296 saloni rappresenta il 59,5 percento, mentre a contribuire in forma importante ci sono il settore della moda (abbigliamento, calzature intimo e gioielleria) con 3.557 aziende e un'incidenza del 19 percento circa e della grafica/fotografia con 2.058 attività (10,8%).
“La ripresa c'è. Dopo gli anni difficili della pandemia, oggi il nostro settore può contare di nuovo sulle cerimonie, ma non c'è dubbio che siano cambiate le abitudini dei consumatori anche su questo fronte - spiega Boschetto -. Registriamo una maggiore cautela, una grande attenzione al prezzo e una propensione all'acquisto di pacchetti che comprendano più prodotti e servizi per la cerimonia, dall'abito all'acconciatura o al catering.
Per le imprese artigiane questo cambiamento rappresenta una nuova sfida, ma non ho dubbi che riusciremo a coglierla puntando sul gioco di squadra”.
Redazione Cuoreeconomico
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