mar 28 apr 2026

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INDUSTRIA. Lombardia: energia e dazi le sfide del 2025

Nonostante un ultimo trimestre stagnante, la Lombardia si conferma un motore economico più solido rispetto al resto d’Italia e d’Europa. Restano le incertezze legate alle principali minacce del caro energia e guerra dei dazi

Il 2024 si è chiuso con il segno meno per l'industria lombarda, che ha registrato un calo della produzione dello 0,8%, con settori chiave come tessile, siderurgia, mezzi di trasporto e meccanica particolarmente colpiti. Mentre per il 2025, "Le imprese lombarde continuano a sostenere costi non competitivi sull’energia, anche a causa della speculazione finanziaria" – ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia. "Sui dazi, invece, i nuovi equilibri geopolitici rischiano di compromettere i nostri mercati di riferimento, rendendo più complesso anche l'approvvigionamento delle materie prime".

Il braccio di ferro commerciale tra USA, Cina e UE sta mettendo sotto pressione le esportazioni italiane, con la Lombardia in prima linea per il suo tessuto industriale fortemente votato all’internazionalizzazione. Le misure protezionistiche americane e le risposte dei partner commerciali rischiano di creare un effetto a catena che penalizzerebbe i settori industriali strategici. Un contesto delicato che ha spinto Confindustria Lombardia a chiedere che l’Europa eviti l’escalation commerciale e, allo stesso tempo, protegga le proprie imprese dall'impatto della concorrenza cinese, che sta aumentando la pressione su molte filiere.

Un nodo da sciogliere rimane anche la questione del caro energia che continua a pesare sulla competitività del sistema produttivo lombardo. Le imprese chiedono un disaccoppiamento tra il costo dell’energia elettrica e quello del gas, per evitare rincari ingiustificati legati alla volatilità del mercato, mentre Confindustria Lombardia sollecita interventi rapidi per contrastarla e rendere più prevedibili i costi per le aziende.

Di fronte a un contesto internazionale istabile, "La Lombardia ha sempre dimostrato di saper affrontare le difficoltà con pragmatismo e innovazione" – conclude Pasini – "ma serve una collaborazione stretta tra imprese e istituzioni per rispondere alle sfide globali e rilanciare la nostra industria in modo strutturale".

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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