Inferrera (Confartigianato Napoli):’Per le piccole e medie imprese ottenere credito è sempre più difficile’

(Enrico Inferrera, Presidente Confartigianato Imprese Napoli)
Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di contrazione con la chiusura di numerosi sportelli, che, nel 2024 sono stati più di 500 e, anche nel 2025, si sta mantenendo un trend negativo. Tuttavia, la chiusura di filiali, non impedisce alle banche di registrare utili faraonici. Questo fenomeno, la "desertificazione bancaria", penalizza soprattutto le aree interne e più disagiate (che rappresentano circa il 34% del territorio italiano), creando un circolo vizioso di riduzione dei costi per gli istituti e impatti negativi su comunità (spopolamento e chiusura delle Pmi) e occupazione. In questo contesto l’Italia sta perdendo quella caratteristica del sistema del credito ‘diffuso’ che aveva contraddistinto in passato lo sviluppo economico così ben distribuito sul territorio nazionale. Oggi tutto questo sembrerebbe compromesso con le ricadute su lavoro, spopolamento, chiusura di Pmi e restrizioni creditizie
‘Il sistema bancario italiano non è in grado di soddisfare le esigenze finanziarie delle imprese italiane: per le piccole e medie imprese italiane (PMI), ottenere credito è ancora difficile. Nel secondo semestre del 2024, i prestiti alle imprese hanno continuato a calare.
Per le PMI, i nuovi prestiti a breve termine sono scesi del 2,7%, mentre quelli a medio-lungo termine sono diminuiti del 3,5% rispetto all’anno prima. Questo significa che sempre meno aziende riescono ad accedere a fondi essenziali per lavorare o investire.
Un altro numero importante riguarda i tassi di interesse. A febbraio 2025, il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese è sceso al 5,34%. Per alcune tipologie di operazioni è arrivato anche al 4%, in calo di 1,3 punti percentuali da metà 2024. Ma questo calo non ha portato a una ripresa nella richiesta di credito, che resta ancora troppo debole.
Inoltre, i prestiti alle PMI sono in gran parte garantiti dallo Stato tramite il Fondo di Garanzia. Questo mostra quanto sia forte il bisogno di supporto esterno per accedere al credito, soprattutto per le aziende con maggiore rischio o senza garanzie solide.
Anche la qualità dei prestiti peggiora: il tasso di deterioramento dei prestiti nel settore delle costruzioni è salito al 3,2%, mentre nell’industria è al 2,1%. Dati che indicano una crescente difficoltà da parte delle imprese a restituire quanto ricevuto. Eppure, il sistema bancario è solido: le banche italiane hanno un indice di capitale (CET1 ratio) del 15,3%, un dato che garantisce stabilità.
Le imprese hanno bisogno di soluzioni su misura, che combinino consulenza esperta e strumenti digitali per rendere più semplice, veloce e trasparente l’accesso al credito. In sintesi, anche se il credito alle PMI oggi è in calo, ci sono spazi per intervenire. Con i giusti strumenti ed alleanze, possiamo trasformare i numeri negativi in nuove opportunità per le imprese italiane’.
Di Enrico Inferrera, Presidente Confartigianato Imprese Napoli
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